Rivista Digitale n. 67 di ChieseRomaniche.it - Viaggi, soglie e memorie: dalle ferrovie storiche alle chiese del territorio

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Rivista Mensile Digitale

Viaggi, soglie e memorie: dalle ferrovie storiche alle chiese del territorio

Numero
67
Data
15 giugno 2026
Direzione editoriale
Marco Actis Grosso
Redazione
Marco Actis Grosso, Piero Balestrino, Mario Falchi, Kostik, Giancarla Rosso, Grazia Salinelli
Ambito territoriale
Piemonte e Valle d’Aosta

Viaggi, soglie e memorie: dalle ferrovie storiche alle chiese del territorio

Ci sono molti modi per leggere un territorio. Si può osservarlo da una strada, da una piazza, da un sentiero, da una mappa. In questo numero della Rivista Digitale di ChieseRomaniche.it scegliamo di guardarlo da un punto di vista particolare: il finestrino di un treno, reale o immaginato, storico o sospeso, ancora in servizio turistico o affidato alla memoria.

Le ferrovie che attraversano Piemonte e Valle d’Aosta non sono soltanto infrastrutture. Sono linee di relazione, percorsi che hanno collegato paesi, vallate, borghi, stazioni, luoghi di lavoro, di passaggio e di incontro. Seguendole, il paesaggio cambia lentamente: alle pianure subentrano le colline, poi le valli, i ponti, le gallerie, i fiumi e le montagne. E lungo questi tracciati emergono chiese, cappelle, pievi, campanili, affreschi e piccoli edifici che raccontano la storia dei luoghi con una forza spesso discreta, ma profondamente riconoscibile.

I quattro itinerari ferroviari proposti da Piero Balestrino compongono così una sorta di viaggio nel viaggio. La linea Asti-Chivasso diventa un percorso tra sogno e realtà lungo il Monferrato; la Novara-Varallo accompagna il lettore tra risaie, borghi e Valsesia, con la locomotiva a vapore come protagonista della narrazione; la Ceva-Ormea risale la valle del Tanaro tra musei ferroviari, ponti, gallerie e testimonianze artistiche; la Aosta-Pré-Saint-Didier, oggi sospesa, si trasforma in un itinerario della memoria, capace di restituire il legame tra stazioni, paesaggio alpino e architetture medievali.

Proprio lungo quest’ultimo percorso si inserisce l’approfondimento dedicato alla chiesa di Santa Maria Assunta di Villeneuve. La tappa dell’itinerario diventa qui occasione per fermarsi più a lungo, entrare nel dettaglio, osservare l’edificio nelle sue stratificazioni: il campanile, la cripta, il fonte battesimale, gli affreschi, le iscrizioni, le tracce lasciate dai committenti e dalle trasformazioni del tempo. È un esempio efficace di come una singola chiesa possa aprire molte chiavi di lettura: storica, artistica, architettonica e territoriale.

Dal viaggio fisico si passa poi al viaggio simbolico. San Cristoforo, figura centrale dell’immaginario medievale, accompagna naturalmente questo numero: santo dei passaggi, dei cammini, dei viandanti e, in epoca più recente, anche dei ferrovieri. La sua immagine, così frequente sulle facciate e negli affreschi, introduce il tema della soglia, dell’attraversamento, della protezione e della trasformazione. Accanto a lui, la voce dedicata al cinocefalo permette di entrare in un ambito ancora più antico e complesso, dove la figura dell’uomo-cane, da creatura “mostruosa” e remota, diventa nel Medioevo occasione per riflettere sull’alterità, sulla paura del diverso e sulla sua possibile integrazione nel racconto cristiano e simbolico.

Un altro modo di leggere le immagini medievali è proposto dall’articolo di Giancarla Rosso su barbe, capelli e cappelli. Ciò che a prima vista può sembrare un dettaglio decorativo diventa invece un codice visivo. Acconciature, barbe, tonsure, veli, soggòli, balzi, tocchi e mazzocchi aiutano a riconoscere età, ruolo, condizione sociale, appartenenza religiosa, identità morale e funzione narrativa dei personaggi raffigurati. Anche in questo caso, la rivista invita a guardare meglio: non solo l’insieme della scena, ma i particolari che ne rendono più ricca e precisa l’interpretazione.

Il percorso si chiude idealmente con Montiglio Monferrato, borgo nel quale paesaggio, storia, architetture, chiese e memoria locale si raccolgono in una sintesi territoriale. Dopo aver seguito binari, strade, figure simboliche e dettagli iconografici, il borgo riporta il lettore al luogo abitato, alla continuità tra patrimonio e comunità, tra ciò che si visita e ciò che resta come identità di un territorio.

I podcast, che riprendono le stesse linee tematiche degli articoli, offrono un’ulteriore modalità di ascolto e approfondimento. La rivista continua così a svilupparsi come spazio integrato di lettura, documentazione e narrazione: un luogo in cui testi, immagini, itinerari e contenuti audio concorrono a valorizzare il patrimonio storico-artistico del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Questo numero invita dunque a muoversi e a osservare. A seguire una ferrovia, a scendere in una stazione, a entrare in una chiesa, a riconoscere un affresco, a interrogare un simbolo, a leggere un volto, un copricapo, una figura. Perché il patrimonio non è mai soltanto un insieme di edifici: è una rete di relazioni, percorsi e segni che continuano a raccontare il territorio a chi è disposto a guardarlo con attenzione.

ChieseRomaniche.it, con questo numero, continua il lavoro di documentazione e valorizzazione con lo stesso intento che ne guida il percorso da 33 anni: offrire strumenti di conoscenza, non semplici suggestioni; restituire contesto ai luoghi, non soltanto immagini; aiutare il lettore a riconoscere nel patrimonio sacro piemontese e valdostano una trama viva di arte, storia e spiritualità.

Vi auguriamo una piacevole lettura e non vediamo l’ora di ritrovarvi nel prossimo appuntamento di luglio, per proseguire insieme questo lungo viaggio!

Marco Actis Grosso

Viaggi, soglie e memorie: dalle ferrovie storiche alle chiese del territorio
Viaggi, soglie e memorie: dalle ferrovie storiche alle chiese del territorio
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Novità dal sito

Dall’ultimo numero della rivista il sito si è arricchito di nuove schede, aggiornamenti e approfondimenti in più sezioni.

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Viaggi, soglie e memorie: dalle ferrovie storiche alle chiese del territorio

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In viaggio sulle ferrovie del patrimonio

In viaggio sulle ferrovie del patrimonio
In viaggio sulle ferrovie del patrimonio

Articolo-Itinerario

Un percorso tra sogno e realtà

A cura di Piero Balestrino
Lungo i binari del romanico sulla linea Asti-Chivasso
Lungo i binari del romanico sulla linea Asti-Chivasso

L’articolo di Piero Balestrino apre idealmente il viaggio lungo la ferrovia Asti-Chivasso, linea storica sospesa nel 2011 e riaperta dal 2022 solo per treni storici.

Il percorso, ancora in parte affidato all’immaginazione, diventa occasione per attraversare il Monferrato e riscoprire chiese, pievi e cappelle romaniche raggiungibili dalle diverse stazioni, tra Viatosto, Settime, Cinaglio, Montechiaro d’Asti, Montiglio, Cavagnolo, Lauriano e San Sebastiano Po.

Ne nasce un itinerario culturale che unisce treno, bicicletta, cammino e visita, valorizzando luoghi spesso appartati ma ricchi di storia, affreschi, architetture e memorie locali.

Il viaggio si conclude con l’auspicio che la linea possa tornare a vivere pienamente, anche come infrastruttura al servizio del turismo culturale e della conoscenza del territorio.

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Articolo-Itinerario

A tutto “vapore” fino a Varallo

A cura di Piero Balestrino
In viaggio sulla linea Novara-Varallo
In viaggio sulla linea Novara-Varallo

Il secondo itinerario ferroviario conduce da Novara a Varallo a bordo di un treno storico trainato dalla locomotiva a vapore “640”, lungo una linea che attraversa risaie, borghi, colline e la Valsesia.

L’articolo di Piero Balestrino intreccia il racconto della ferrovia con la visita a chiese, oratori e affreschi medievali, da Briona a Fara Novarese, da Sizzano a Ghemme, da Romagnano Sesia a Grignasco, Borgosesia e Quarona.

Il viaggio è accompagnato dalla figura di San Cristoforo, patrono dei viaggiatori e dei ferrovieri, più volte incontrato negli affreschi lungo il percorso.

La conclusione a Varallo, tra San Marco, la Collegiata di San Gaudenzio e Santa Maria delle Grazie, restituisce il senso profondo dell’itinerario: i binari non collegano solo stazioni, ma memorie, comunità, opere d’arte e luoghi di devozione.

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Articolo-Itinerario

Rotaie lungo il Tanaro tra chiese e campanili

A cura di Piero Balestrino
In viaggio sulla linea Ceva-Ormea
In viaggio sulla linea Ceva-Ormea

Il terzo itinerario di Piero Balestrino conduce il lettore lungo la ferrovia Ceva-Ormea, risalendo la valle del Tanaro a bordo della locomotiva a vapore “640”.

Il viaggio attraversa ponti, gallerie, stazioni e paesi ricchi di memoria, con una prima tappa a Nucetto, dove il museo etnografico e il Museo della Ceva-Ormea introducono alla storia della linea.

Da Bagnasco a Priola, da Garessio a Ormea, il percorso diventa occasione per scoprire cappelle, priorati, battisteri, campanili romanici e affreschi medievali.

La conclusione a Ormea, davanti alla chiesa di San Martino, restituisce il senso più profondo del racconto: il treno storico non è solo un mezzo di trasporto, ma un modo per riattivare memorie, paesaggi e desiderio di ritorno.

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Articolo-Itinerario

Sui binari del passato recente

A cura di Piero Balestrino
Un viaggio nel passato sulla linea Aosta-Pré-Saint-Didier
Un viaggio nel passato sulla linea Aosta-Pré-Saint-Didier

Il quarto itinerario di Piero Balestrino accompagna il lettore lungo la ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier, oggi sospesa, trasformando il viaggio in una memoria viva del territorio valdostano.

Da Aosta a Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Arvier, Avise, Derby, La Salle, Morgex e Pré-Saint-Didier, il percorso segue stazioni, gallerie, ponti e paesaggi alpini, facendo emergere chiese, cappelle e campanili romanici come tappe di un unico racconto di pietra, fede e paesaggio.

Particolarmente significativa è la sosta a Villeneuve, dove la chiesa di Santa Maria Assunta introduce uno dei luoghi più ricchi dell’itinerario, con affreschi del Maestro di Saint-Pierre, il fonte battesimale medievale e la cripta sotto il presbiterio.

Proprio a questa chiesa è dedicato il documento successivo della rivista, che permette di trasformare una tappa del viaggio ferroviario in un approfondimento autonomo su una delle testimonianze più antiche e suggestive della Valle d’Aosta.

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Podcast

Fari di pietra tra i vecchi binari

Fari di pietra tra i vecchi binari
Fari di pietra tra i vecchi binari

Il podcast Fari di pietra tra i vecchi binari propone un viaggio tra ferrovie storiche, paesaggi piemontesi e valdostani e luoghi del patrimonio religioso che si incontrano lungo linee oggi sospese, rievocate o riscoperte.

Attraverso i racconti di Piero Balestrino, il percorso segue idealmente diverse tratte ferroviarie, dalla Asti-Chivasso alla Novara-Varallo, dalla Ceva-Ormea alla Aosta-Pré-Saint-Didier, facendo emergere chiese, pievi, abbazie e campanili posti in prossimità dei binari e delle stazioni.

Il viaggio non è solo ferroviario: i vecchi binari diventano una trama di memoria, capace di collegare borghi, vallate, edifici sacri e testimonianze artistiche spesso meno note, ma fondamentali per leggere la storia dei territori.

Il podcast richiama anche il tema della mobilità sostenibile e del valore culturale delle ferrovie storiche, viste come strumenti per avvicinare il pubblico a un patrimonio diffuso, fragile e talvolta nascosto.

Ne nasce un racconto in cui le chiese diventano veri “fari di pietra”: punti di orientamento nel paesaggio e nella memoria, capaci di dare senso a itinerari che uniscono storia dell’arte, trasporti, comunità locali e valorizzazione del territorio.

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Una tappa da approfondire

Biblioteca - Libri e documenti

Santa Maria Assunta – Villeneuve

di Piero Balestrino

Podcast

Santa Maria Assunta salvata dall'abbandono

Copertina del documento di Piero Balestrino dedicato alla chiesa di Santa Maria Assunta a Villeneuve
Piero Balestrino, Santa Maria Assunta – Villeneuve

Piero Balestrino, Chiesa di Santa Maria Assunta – Villeneuve, Documenti di ChieseRomaniche.it, n. 28, giugno 2026, 12 pagine, scaricabile liberamente.

Santa Maria Assunta di Villeneuve: una tappa dell’itinerario tra romanico, devozione e memoria alpina

Il nuovo documento di Piero Balestrino accompagna il lettore alla scoperta della chiesa di Santa Maria Assunta di Villeneuve, una delle testimonianze religiose più antiche e significative della Valle d’Aosta.

Il testo ricostruisce con chiarezza le principali fasi storiche dell’edificio, dalla primitiva origine altomedievale alla funzione parrocchiale, fino al successivo abbandono che ne ha paradossalmente favorito la conservazione, sottraendola alle trasformazioni barocche che hanno modificato molte chiese della regione.

La scheda valorizza in modo particolare la ricchezza dell’apparato artistico e devozionale: il campanile romanico, la cripta del X secolo, il fonte battesimale medievale, gli affreschi con i committenti Sarriod de La Tour e Challant, le tracce delle storie di san Maurizio, le figure dei Profeti e la memoria dei culti locali legati a san Biagio e san Rocco.

Ne emerge un edificio complesso, in cui architettura, pittura, liturgia e storia territoriale si intrecciano in modo particolarmente efficace.

Il contributo ha il merito di guidare il lettore con taglio divulgativo ma attento ai dettagli, trasformando la visita alla chiesa in un percorso di lettura dei segni: dalle strutture romaniche agli affreschi, dagli oggetti liturgici alle iscrizioni, fino alla cripta e all’antica campana.

Santa Maria Assunta appare così non solo come monumento, ma come luogo di memoria, capace di raccontare la continuità della vita religiosa e della comunità di Villeneuve nel paesaggio alpino valdostano.

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Il santo del viaggio e della soglia
Simboli e figure dell’immaginario medievale

Approfondimento agiografico

San Cristoforo

A cura di Giancarla Rosso
San Cristoforo, Quarona presso San Giovanni al Monte
San Cristoforo, Quarona (VC) presso San Giovanni al Monte

San Cristoforo - Scheda agiografica

San Cristoforo è una delle figure più riconoscibili dell’arte sacra medievale, ma dietro l’immagine del gigante che porta il Bambino si intrecciano storia, leggenda e devozione.

Martire venerato dalla tradizione cristiana e ricordato tra i Quattordici Santi Ausiliatori, il suo culto si diffuse ampiamente lungo strade, guadi e percorsi di pellegrinaggio.

La sua iconografia, fortemente narrativa, ne fece per secoli un santo vicino all’esperienza concreta del viaggio e del pericolo.

La scheda dedicata a San Cristoforo aiuta a leggere questa figura con maggiore chiarezza, distinguendo il nucleo storico del martire dalla fortuna leggendaria di Reprobo.

Ad arricchire il percorso è anche un ampio apparato fotografico, che documenta numerose raffigurazioni del santo conservate in chiese del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Un approfondimento utile per riconoscere meglio uno dei santi più popolari del Medioevo e seguirne la presenza concreta nel patrimonio artistico del territorio.

Approfondimento d'autore

San Cristoforo - La leggendaria vita del portatore di Cristo

A cura di Giancarla Rosso

San Cristoforo: il santo del viaggio, della soglia e dell’incontro

L’approfondimento di Giancarla Rosso accompagna il lettore alla scoperta di San Cristoforo, una delle figure più suggestive dell’agiografia medievale.

Dal racconto del gigante Reprobo, che sceglie di servire il signore più potente e diventa “portatore di Cristo”, emerge un’immagine ricca di significati spirituali e simbolici.

La scheda mette in relazione la leggenda, la tradizione della Legenda Aurea, le raffigurazioni bizantine del santo cinocefalo e l’iconografia occidentale del gigante che attraversa il fiume con Gesù Bambino sulle spalle.

Ne nasce una lettura capace di unire devozione, immaginario popolare e attualità culturale: San Cristoforo diventa il santo del cammino, della protezione, dell’accoglienza del diverso e della responsabilità verso il creato.

San Cristoforo, Piobesi presso San Giovanni ai Campi
San Cristoforo - Piobesi (TO) presso San Giovanni ai Campi

Approfondimento di glossario

Cinocefalo

A cura di Giancarla Rosso

Cinocefalo: dal “popolo mostruoso” alla conversione simbolica

La scheda dedicata al cinocefalo approfondisce una delle figure più enigmatiche dell’immaginario antico e medievale: l’essere dal corpo umano e dalla testa di cane, spesso associato ai cosiddetti “popoli mostruosi” e collocato, dalle fonti greche, latine e cristiane, in terre lontane e poco conosciute.

Il testo mette in evidenza come questa immagine, inizialmente legata a irrazionalità, aggressività e alterità, assuma nel tempo significati più complessi, anche attraverso il confronto con figure come Anubi e con l’iconografia bizantina di San Cristoforo.

Proprio nel santo portatore di Cristo il tema del cinocefalo viene trasformato: ciò che appariva mostruoso diventa segno di conversione, superamento della paura del diverso e riconoscimento di ogni creatura all’interno del disegno simbolico della creazione.

Cinocefalo
Cinocefalo
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Segni del corpo e codici dell’immagine

Articolo

Barbe, capelli e… cappelli

A cura di Giancarla Rosso

Podcast

Il potere sociale di capelli e cappelli

Esempio di barba e tonsura - Prunetto, Madonna del Carmine
Esempio di barba e tonsura - Prunetto (CN) – Madonna del Carmine

L’articolo di Giancarla Rosso propone una lettura originale dell’iconografia medievale attraverso capelli, barbe, acconciature e copricapi, mostrando come questi elementi non siano semplici dettagli decorativi, ma veri codici sociali, morali e simbolici.

Nel Medioevo la chioma può indicare bellezza, potere, seduzione, età, santità, appartenenza religiosa o condizione sociale, mentre cuffie, veli, soggòli, balzi, tocchi, mazzocchi e cappelli diventano strumenti di riconoscimento dei personaggi raffigurati.

L’articolo accompagna il lettore tra affreschi piemontesi e valdostani, da Bastia Mondovì a Roccaverano, da Bussoleno a Lusernetta e Verrayes, mostrando come l’osservazione di questi particolari aiuti a comprendere meglio scene sacre, figure di santi, personaggi nobili, popolani e religiosi.

Ne emerge un invito a guardare le immagini medievali con maggiore attenzione, perché anche una treccia, una barba o un cappello possono raccontare molto della cultura che li ha rappresentati.

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Il borgo come sintesi del territorio

Borghi e memorie di pietra e arte

Montiglio Monferrato: le meridiane, il tartufo, i castelli e le pievi

A cura di Grazia Salinelli

Podcast

Montiglio Monferrato: tra mare antico, pievi e meridiane

Pieve di San Lorenzo - Montiglio Monferrato
Pieve di San Lorenzo - Montiglio Monferrato (AT)

Montiglio Monferrato - Le meridiane, il tartufo, i castelli e le pievi .

A cura di Grazia Salinelli

Montiglio Monferrato, nel cuore del Monferrato Astigiano, è un borgo diffuso dove il tempo sembra lasciare tracce visibili sulle facciate, nei castelli, nelle pievi e nei piccoli centri che compongono il territorio.

L’articolo accompagna alla scoperta del “Borgo delle Meridiane”, della tradizione del tartufo, del Castello di Montiglio, della Cappella di Sant’Andrea con il suo prezioso ciclo di affreschi trecenteschi e delle testimonianze romaniche disseminate tra Montiglio, Colcavagno, Scandeluzza e Rinco.

Podcast - Montiglio Monferrato: tra mare antico, pievi e meridiane

Il podcast ripercorre i temi dell’articolo trasformandoli in un itinerario narrativo tra paesaggio, arte e memoria.

Dalle conchiglie fossili custodite nelle rocce di tufo alle meridiane dipinte, dalle pievi romaniche ai castelli e ai sentieri tra colline e vigneti, Montiglio Monferrato si rivela come un territorio stratificato, dove ogni frazione conserva un frammento della storia profonda del Monferrato.

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Come citare questo numero

ChieseRomaniche.it, Viaggi, soglie e memorie: dalle ferrovie storiche alle chiese del territorio, Rivista Digitale, n. 67, giugno 2026.

Disponibile all’indirizzo: www.chieseromaniche.it/Rivista/Chiese-Romaniche-Gotiche-Rinascimentali-Piemonte-Valle-dAosta-Rivista-67-Giugno-2026.htm