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La Newsletter 63 di febbraio 2026 sintetizzata e visualizzata in 7 minuti di video.
Nel Medioevo il corpo non è mai neutro.
È luogo di identità, di relazione, di fragilità e di protezione, ed è proprio attraverso il corpo che le immagini delle chiese medievali
parlano ancora oggi a chi le osserva.
Le vesti che lo avvolgono, i gesti che lo definiscono, gli oggetti che lo accompagnano non sono dettagli decorativi,
ma veri e propri strumenti di comunicazione simbolica e sociale.
Questo numero della newsletter propone un percorso di lettura che attraversa le chiese di Piemonte e Valle d’Aosta
per interrogare il modo in cui il corpo viene rappresentato nel XIV secolo.
Abiti, posture, segni di rango o di devozione raccontano ruoli, appartenenze, funzioni e paure, restituendo
un’immagine complessa dell’uomo medievale, sospeso tra dimensione terrena e aspirazione spirituale.
Nell’arte sacra il corpo diventa così un linguaggio: protegge, espone, distingue.
I santi, i fedeli, i potenti e gli umili sono
riconoscibili attraverso ciò che indossano e attraverso il modo in cui si muovono nello spazio sacro.
Leggere queste immagini significa entrare in un sistema di codici condivisi, che parlano di società, di fede e di quotidianità.
Con questo numero, Chieseromaniche invita a osservare le chiese non solo come luoghi architettonici o artistici,
ma come spazi narrativi, dove il corpo umano diventa strumento di racconto e di memoria.
Un invito a guardare più da vicino, a rallentare lo sguardo e a lasciarsi interrogare da ciò che, ancora oggi, queste immagini continuano a comunicare.
Vi auguriamo una piacevole lettura e ascolto e non vediamo l’ora di ritrovarvi nel prossimo appuntamento di marzo, per proseguire insieme questo
lungo viaggio tra arte, storia e spiritualità!
Uno studio dedicato alla chiesa della Madonna dell’Acqua dolce di Monesiglio, antica pieve di origine altomedievale, inserita nel contesto storico e territoriale delle Langhe. Il documento analizza l’architettura romanica dell’edificio e il prezioso ciclo di affreschi di area romanico-bizantina, offrendo una lettura storico-iconografica attenta e documentata.
La presenza dei santi in Piemonte colpisce per la sua ampiezza e varietà.
Si parte dai secoli più antichi del cristianesimo, già dai tempi di san Pietro apostolo, che avrebbe percorso la Valle di Susa per cristianizzare la regione; si prosegue con personaggi che sfumano nella leggenda, come i martiri della Legione Tebea; poi, avanzando nei secoli attraverso religiosi e laici dediti alla penitenza e alla carità, si arriva ai cosiddetti santi sociali ottocenteschi, come don Bosco o il Cottolengo, fin dentro il secolo appena trascorso. Questo libro, che è insieme repertorio biografico dei santi e raccolta di leggende, aneddoti e proverbi, offre una galleria di ritratti di più di 500 santi di ogni epoca che in qualche modo hanno avuto a che fare con il Piemonte: o perché vi sono nati e vissuti, o perché vi vengono venerati.
Di ciascuno di essi viene raccontata la storia; vengono ricordati gli attributi che li caratterizzano e aiutano a riconoscerli nell'iconografia; sono riportati i principali proverbi piemontesi a essi ispirati; vengono infine indicati i luoghi della regione che hanno dedicato loro degli edifici di culto e delle opere d'arte, e le località che dai santi hanno preso il nome.
Si delinea così un'interessante geografia del sacro e del meraviglioso: dove la meraviglia sta nelle storie straordinarie dei santi, ma anche nella bellezza delle opere d'arte che hanno ispirato, spesso nascoste in angoli poco noti, ma capaci di offrire incantevoli suggestioni.
Le reliquie ci appaiono come una delle più interessanti manifestazioni del Medioevo oscuro e superstizioso.
E con ragione!
Se togliamo loro la polvere del tempo, scopriremo storie affascinanti e personaggi indimenticabili.
Soprattutto, attraverso di loro possiamo stabilire una connessione diretta con uomini e donne del passato e guardare 2000 anni di storia in modo nuovo.
La polvere del mantello di san Martino, il dentino da latte di Gesù Bambino, migliaia e migliaia di frammenti della Vera Croce recuperata da sant’Elena: se scorriamo l’elenco delle innumerevoli reliquie conservate nei nostri santuari e nelle nostre chiese, non possiamo trattenere lo stupore e l’ironia per una ‘tipica’ testimonianza della superstizione e dell’oscurantismo medievale.
Ma se quello delle reliquie può apparire un mondo esclusivamente connesso con l’aspetto devozionale, con la fede e con l’esaltazione del sacro, esplorare le storie a loro legate ci conduce in un inedito mondo fatto di viaggi avventurosi, raggiri, contese teologiche, battaglie campali e rapporti di potere secolari.
Basta ricordare l’importanza che hanno per Venezia e Bari le reliquie di san Marco e san Nicola, rispettivamente trafugate da Alessandria d’Egitto e da Myra.
Sono storie che vedono protagonisti non solo santi e uomini di Chiesa, ma anche sovrani, condottieri, donne straordinarie, nobili e personaggi minori come pirati, ladri,abili millantatori e tanta povera gente in buona fede.
Inseguendo queste storie il lettore sarà trasportato dal palazzo imperiale di Costantinopoli a ciò che resta del Calvario presso Gerusalemme, dal cuore dell’Arabia alla brumosa Britannia, dalle abbazie ai palazzi reali, dalle piccole pievi rurali fino alle cattedrali delle più grandi città d’Europa.
Il progetto Chiese Romaniche nasce alla fine degli anni Ottanta dalla passione di Marco Actis Grosso per le architetture sacre del medioevo e del primo rinascimento piemontese.
Sin dall’inizio si è configurato come un’iniziativa non profit, fondata sulla collaborazione di numerosi “amici del progetto” e priva di qualsiasi forma di pubblicità o sponsorizzazione.
Nel 1993, quel sogno ha preso forma concreta con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il patrimonio di chiese romaniche, gotiche e rinascimentali del Piemonte.
Sotto l’egida della Fondazione ISPER Carlo Actis Grosso, i primi passi furono la pubblicazione di un breve volume cartaceo e, in seguito, di una serie di CD che documentavano i risultati delle prime ricerche.
Nel 2018, il progetto ha compiuto un passo decisivo con la nascita del dominio www.chieseromaniche.it, continuando a beneficiare del patrocinio della Fondazione e ampliando progressivamente i propri contenuti.
Oggi, il sito rappresenta il risultato di 33 anni di ricerca e dedizione.
Attraverso un meticoloso lavoro di censimento, sostenuto da fonti bibliografiche, rilievi e sopralluoghi, offre una visione completa del patrimonio, anche meno conosciuto, delle chiese romaniche, gotiche e rinascimentali del Piemonte.
Sono attualmente 1.676 le chiese censite.
Dal 2016 è in corso una campagna di verifica e aggiornamento sul campo, che ha arricchito le schede con immagini, filmati, dati pratici e geolocalizzazione su Google Maps ed Earth.
Il sito si propone come un indice ragionato del patrimonio, offrendo informazioni essenziali e rimandando ad altri siti per gli approfondimenti, evitando duplicazioni e mantenendo un approccio documentale ed essenziale.
Oggi sono disponibili 2.571 link di approfondimento a cui si aggiunge un archivio fotografico di 19.661 immagini, il più ampio mai realizzato in Piemonte.
Per alcune chiese particolarmente documentate sono state create 57 gallerie fotografiche dedicate.
La crescita della fototeca è frutto della collaborazione di 56 persone ed enti, che hanno contribuito con le proprie fotografie, articoli, documenti.
Un’altra sezione fondamentale del sito è il Glossario, che raccoglie993 termini, simboli e attributi per interpretare l’iconografia delle chiese, e l’area Agiografia, che propone 366 schede e 1010 immagini dedicate ai santi rappresentati negli affreschi.
Completano il progetto 210 itinerari di scoperta, tra percorsi geografici, tematici e cicloartistici.
Dal 2019 è attiva la newsletter di Chiese Romaniche, giunta oggi al suo 62° numero, e dal 2020 è in corso l’iniziativa “1993–2023: una foto per ogni chiesa”, che mira a completare la documentazione fotografica dell’intero patrimonio.
A oggi sono già state fotografate 1.427 chiese e ne restano 249 da completare.
Nel 2022 è nata la collana “Documenti di Chiese Romaniche”, che ha pubblicato sinora 24 studi e ricerche originali, offrendo spazio a contributi specialistici e testimonianze sul patrimonio sacro del territorio.
Nel 2024, il progetto si è esteso anche alla Valle d’Aosta, dove proseguono il lavoro di rilevazione e la campagna fotografica dedicata.
Nel 2025, il sito si è ulteriormente ampliato con la nascita delle sezioni “Articoli” con 9 articoli pubblicati, “Borghi e Memorie di Pietra e Arte” con 11 Borghi pubblicati e “Racconti”, pensate per condividere approfondimenti, esperienze di visita e riflessioni.
Il 2026, si avvia con la nuova sezione dedicata a “Battisteri e Fonti Battesimali” per esplorare una realtà affascinate e poco conosciuta.
Sempre nel 2026 prende avvio la pubblicazione dei Podcast e dei Video su Youtube.
Dopo oltre trent’anni, Chiese Romaniche continua a crescere, mantenendo intatto il suo spirito originario: far conoscere e custodire la storia, l’arte e la spiritualità delle chiese del Piemonte e della Valle d’Aosta, patrimonio comune da scoprire e condividere.
ChieseRomaniche.it in numeri:
33 anni di storia
1.676 chiese censite
1.427 chiese fotografate
19.661 fotografie
57 gallerie fotografiche
56 collaboratori
2.571 link di approfondimento
1010 schede agiografiche
993 voci di glossario
3 podcast pubblicati
2 video pubblicati su YouTube
62 newsletter pubblicate
24 documenti pubblicati
9 articoli pubblicati
11 Borghi e Memoriedi Pietra e Arte pubblicati
3 Battisteri e Fonti Battesimali pubblicati