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N. 64 del 15 Marzo 2026

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Newsletter di Chiese Romaniche e Gotiche del Piemonte

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News a cura di Marco Actis Grosso, Piero Balestrino, Mario Falchi, Kostik, Giancarla Rosso e Grazia Salinelli

Iconografia e identità: l’abito sacro e il patrono di Asti

In questo numero partiamo da un tema che potrebbe sembrare marginale, quasi decorativo: l’abbigliamento.

In realtà, osservando le sculture, gli affreschi e le pitture delle nostre chiese, comprendiamo quanto l’abito sia un elemento narrativo fondamentale.

Le vesti distinguono ruoli, raccontano appartenenze, rendono immediatamente riconoscibili santi, nobili, pellegrini, confratelli.

Attraverso colori, fogge e dettagli, l’arte medievale e rinascimentale ci consegna un vero e proprio codice visivo, capace di parlare ancora oggi.

È proprio questo linguaggio dell’identità che ci conduce alla figura di San Secondo, patrono di Asti.

Anche nel suo caso l’iconografia è eloquente: l’armatura, il cavallo, lo stendardo con i colori cittadini non sono semplici attributi, ma segni che fondono fede e appartenenza civica.

L’abito militare del martire diventa simbolo di protezione e orgoglio urbano, espressione di un legame profondo tra la comunità e il suo Santo.

Dall’analisi dell’abbigliamento come chiave di lettura dell’arte sacra arriviamo così a comprendere come l’immagine di San Secondo incarni, in modo esemplare, il rapporto tra rappresentazione e identità.

In entrambi i casi, ciò che è visibile non è mai solo estetica: è memoria, storia condivisa, riconoscimento collettivo.

Ed è proprio questo intreccio tra forma e significato che continua a rendere vive le nostre chiese.

Vi auguriamo una piacevole lettura e non vediamo l’ora di ritrovarvi nel prossimo appuntamento di aprile, per proseguire insieme questo lungo viaggio tra arte, storia e spiritualità!

Marco Actis Grosso

Una ampia gamma di vestiario nella Cappella di San Fiorenzo a Bastia Mondovì (CN) Una ampia gamma di vestiario nella Cappella di San Fiorenzo a Bastia Mondovì (CN)
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Iconografia e identità

Guarda su YouTube il riassunto della newsletter: in 9 minuti una sintesi chiara dei passaggi principali.

Ascolta il riassunto in podcast della newsletter: in 21 minuti una esplorazione dei contenuti, da approfondire nel testo completo.

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L’identità che si vede

Con articoli, approfondimenti e podcast, la Newsletter di marzo costruisce un percorso che accompagna il lettore a guardare con maggiore attenzione ciò che troppo spesso diamo per scontato: i dettagli.

Si parte dall’articolo e dal podcast dedicati all’abbigliamento nell’arte sacra, elemento solo apparentemente secondario, che in realtà si rivela una chiave di lettura preziosa per comprendere affreschi e sculture delle chiese di Piemonte e Valle d’Aosta.

A questo tema si affianca l’approfondimento di glossario, che conduce alla scoperta di uno specifico capo di abbigliamento: la gamurra.

Colori, armature, mantelli e vesti liturgiche non sono semplici ornamenti, ma segni capaci di raccontare ruoli, appartenenze e significati teologici, aiutando il visitatore a riconoscere santi e personaggi e a leggere l’opera con maggiore consapevolezza.

Il percorso prosegue con la figura di San Secondo, patrono di Asti, la cui iconografia – il cavallo, l’armatura, lo stendardo cittadino – esprime in modo esemplare il legame tra fede e identità civica.

Alla dimensione agiografica si affianca, nella sezione Documenti, uno studio approfondito della Collegiata astigiana, dalle origini medievali agli interventi successivi, con un’attenzione particolare alle opere e agli spazi che ne definiscono il volto attuale.

Chiude questo numero la consueta rubrica dedicata alla valorizzazione dei Borghi, con un articolo su Melazzo e sulla romanica chiesa di San Secondo, nella convinzione che conoscere significhi anche custodire e trasmettere.

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Articolo

Lo scandaloso farsetto
A cura di Giancarla Rosso

Esempio di farsetto - Oratorio di Santa Maria Nuova a Sillavengo (NO) - San Rocco Esempio di farsetto - Oratorio di Santa Maria Nuova a Sillavengo (NO) - San Rocco

 

  L’articolo ricostruisce l’evoluzione dell’abbigliamento nel Quattrocento, soffermandosi sul farsetto, indumento maschile corto e aderente che rivoluziona la moda medievale e suscita le critiche dei moralisti.

Attraverso l’analisi delle iconografie conservate nelle chiese di Piemonte e Valle d’Aosta, il testo descrive fogge, tessuti, colori e dettagli tecnici come maspilli, calze solate, maniche tagliate e gamurre femminili.

Ampio spazio è dedicato al rapporto tra moda, status sociale e leggi suntuarie, che regolavano l’ostentazione del lusso.

Gli affreschi diventano così una fonte storica per comprendere la società del XV secolo.

Ne emerge l’immagine di un Medioevo vivace e in trasformazione verso il rinascimento in cui il vestire comunica identità, appartenenza e trasformazione culturale.

 

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Podcast

Lo scandaloso farsetto tra guerra e vanità

Farsetto di pelliccia di ermellino - Cappella Madonna delle Grazie a Bussoleno (TO) – Santa Caterina Farsetto di pelliccia di ermellino - Cappella Madonna delle Grazie a Bussoleno (TO) – Santa Caterina

 

  Il podcast, tratto dall’articolo di Giancarla Rosso, ripercorre l’evoluzione dell’abbigliamento nel Quattrocento, con particolare attenzione al farsetto, capo maschile corto e aderente che segna una svolta nella moda medievale e attira le critiche dei moralisti del tempo.

Attraverso l’analisi delle iconografie presenti nelle chiese di Piemonte e Valle d’Aosta, vengono illustrati fogge, tessuti, colori e dettagli tecnici come maspilli, calze solate, maniche tagliate e gamurre femminili.

Il racconto approfondisce inoltre il legame tra moda, status sociale e leggi suntuarie, che disciplinavano l’esibizione del lusso.

In questa prospettiva, gli affreschi si rivelano una preziosa fonte storica per leggere la società del XV secolo.

Ne emerge l’immagine di un Medioevo vivace e in trasformazione verso il rinascimento, nel quale il modo di vestire diventa espressione di identità, appartenenza e mutamento culturale.

 

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Approfondimenti di glossario

La voce del mese: Gamurra

Sant'Agnese indossa una Gamurra - Abbazia di San Nazario a San Nazzaro Sesia (NO) – Sant’Agnese e San Bovo Sant'Agnese indossa una Gamurra - Abbazia di San Nazario a San Nazzaro Sesia (NO) – Sant’Agnese e San Bovo

 

  Gamurra: il termine deriva dall’arabo “khimar che significa semplicemente “veste da donna” con tale denominazione si intende una veste femminile comoda, ampia e lunga, larga come le spalle o anche di più, aperta davanti e/o anche sui fianchi.

Può essere chiusa con stringhe o da una serie di maspilli (bottoncini) e può allungarsi sul dietro a formare uno strascico più o meno lungo.

È un abito invernale di lana con con maniche staccabili.

Un termine di glossario che aiuta a comprendere meglio la vita quotidiana e la cultura materiale del Medioevo. continua

 

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Chiesa del mese

Asti

 

  Questo mese abbiamo scelto di mettere in evidenza un edificio sacro che interpreta in modo significativo il tema della newsletter.

La Collegiata di San Secondo ad Asti ospita, infatti, nella sua interessante cripta le reliquie di San Secondo.

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Profilo Piemonte Collegiata di San Secondo - Asti

Scoprire la chiesa dedicata al patrono di Asti A cura di Piero Balestrino

Collegiata di San Secondo - Asti Collegiata di San Secondo - Asti

 

  La Collegiata di San Secondo è una delle chiese più antiche e significative della città di Asti ed è dedicata al patrono della città.

Sorge su quello che secondo la tradizione sarebbe stato il luogo del suo martirio e sepoltura nel II secolo d.C.

Le vicende legate alla sua costruzione vanno dal IX al XX secolo.

L’interno della chiesa è suddiviso in tre navate da dodici campate; inoltre conserva un importante campanile romanico dell’XI secolo e una cripta storica dove sono custodite le reliquie del santo.

All’interno si possono ammirare opere d’arte di epoche diverse, tra cui un polittico rinascimentale e un grande crocifisso barocco, oltre a drappi e simboli legati al celebre Palio di Asti, che ogni anno vengono donati alla Collegiata nella tradizionale cerimonia dell’Offerta del Palio.

La chiesa è situata nel cuore di Asti, in Piazza San Secondo, ed è un simbolo storico, artistico e religioso della città.

 

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Biblioteca - Libri e Documenti

San Secondo - Il patrono della città - Asti
Piero Balestrino

Piero Balestrino - San Secondo - Il patrono della città - Asti Piero Balestrino - San Secondo - Il patrono della città - Asti

 

  Piero Balestrino - San Secondo - Il patrono della città - Asti - Documenti di Chieseromaniche n° 25 - Marzo 2026 - 27 pagine - Scaricabile liberamente

Il documento ricostruisce in modo ampio e documentato la storia della Collegiata di San Secondo in Asti, intrecciando le vicende architettoniche, artistiche e devozionali legate al patrono cittadino dalle origini altomedievali fino ai restauri contemporanei.

A partire dalle prime attestazioni del IX secolo e dalla riedificazione avviata nel Duecento, l’autore ripercorre le trasformazioni della chiesa, descrivendone la facciata in cotto con il grande rosone, la statua del Santo e il campanile romanico, fino agli interventi tra Ottocento e Novecento che ne hanno restituito l’aspetto attuale.

Ampio spazio è dedicato all’apparato artistico interno: cappelle, polittici e pale del Cinque-Seicento, affreschi trecenteschi di ambito lombardo, il ciclo decorativo del presbiterio e le opere che narrano episodi della vita e dei miracoli di San Secondo, incluso il Miracolo Eucaristico del 1535.

Il percorso si completa con l’analisi della cripta, che custodisce le reliquie del Santo, e con il richiamo alla piazza antistante, cuore civile e religioso della città, ancora oggi centro delle celebrazioni patronali e dell’offerta del Palio, a testimonianza di un legame secolare tra culto, identità urbana e memoria storica.

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Approfondimenti agiografici

San Secondo di Asti
A cura di Piero Balestrino

San Secondo di Asti - Cortazzone (AT) presso San Secondo San Secondo di Asti - Cortazzone (AT) presso San Secondo

 

San Secondo di Asti

  La scheda agiografica sintetizza le principali informazioni su San Secondo di Asti martire del II secolo e patrono di Asti.

Figura centrale della tradizione cristiana locale, venerato per la sua conversione, il martirio e i numerosi prodigi a lui attribuiti.

La sua iconografia di cavaliere con lo stendardo cittadino e il forte legame con le celebrazioni del Palio ne fanno ancora oggi simbolo identitario e religioso della città.

Approfondimento agiografico

San Secondo, il patrono di Asti - A cura di Piero Balestrino

  L’approfondimento ripercorre la figura di San Secondo, patrono di Asti, collocandone la vicenda nel contesto del I secolo, tra conversione al cristianesimo, incontri decisivi con martiri e vescovi delle prime comunità e il martirio avvenuto il 30 marzo 119 fuori dalle mura cittadine.

Il testo ne ricostruisce l’iconografia tradizionale – il cavaliere con lo stendardo rosso crociato, simbolo civico astigiano – e raccoglie leggende e miracoli che ne hanno consolidato il ruolo di protettore della città, dal prodigioso intervento contro l’assedio del 1526 all’episodio dell’attraversamento del Po

Ampio spazio è dedicato alla storia delle reliquie, alle traslazioni e alla loro collocazione attuale, nonché alle celebrazioni patronali di maggio, intrecciate alla tradizione del Palio e della Fiera Carolingia, fino alle testimonianze del culto diffuse oltre i confini italiani

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Borghi e Memorie di Pietra e Arte

Melazzo - Castelli e leggende del Monferrato
A cura di Grazia Salinelli

Chiesa di San Secondo - Melazzo Frazione Arzello (AL) Chiesa di San Secondo - Melazzo Frazione Arzello (AL)

 

  Melazzo, borgo dell’Alto Monferrato situato nella valle dell’Erro a pochi chilometri da Acqui Terme, è raccontato attraverso la sua storia e il suo patrimonio architettonico.

Il centro si sviluppò attorno all’antico Castello Gandolfi, legato alla figura di San Guido d’Acqui e alle vicende delle famiglie feudali che dominarono il territorio.

L’articolo ripercorre le principali tappe storiche del borgo, dal Medioevo alle trasformazioni dell’età moderna, ricordando eventi come i saccheggi del Quattrocento e la peste del 1630.

Ampio spazio è dedicato ai monumenti e agli edifici religiosi, tra cui la parrocchiale di San Bartolomeo, l’oratorio di San Pietro Martire e alcune chiese campestri, tra cui la romanica chiesa di San Secondo.

Il percorso si completa con le fortificazioni della Tinazza e con le tradizioni e leggende locali che ancora caratterizzano la memoria del luogo.

 

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Podcast

Melazzo tra nobili castelli e leggende popolari

La Tinazza - Melazzo (AL) La Tinazza - Melazzo (AL)

 

  Il podcast descrive Melazzo, un borgo storico dell'Alto Monferrato celebre per il suo legame con San Guido e per la posizione strategica tra i fiumi Erro e Bormida.

La narrazione ripercorre le vicende del paese dalle origini romane fino all'epoca sabauda, evidenziando l'importanza del Castello Gandolfi e delle antiche fortificazioni come la Tinazza.

Viene dedicato ampio spazio al patrimonio architettonico religioso, citando numerose chiese e oratori che conservano opere d'arte di rilievo, tra cui dipinti del Moncalvo.

Il podcast include inoltre approfondimenti su Villa Scati, dimora storica di prestigio, e su suggestive leggende locali che arricchiscono l'identità culturale del luogo.

Infine, vengono menzionati gli eventi tradizionali e le sagre che animano la vita sociale della comunità durante l'anno.

 

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