Il fonte battesimale del 1461 nella Parrocchiale di San Giovanni Battista

Il fonte battesimale di Valmala, conservato nella Parrocchiale di San Giovanni Battista e datato 1461, è un manufatto di particolare interesse per la storia dell’arte sacra piemontese, per la liturgia battesimale e per la lettura delle iscrizioni medievali.

La scheda lo indica come fonte battesimale Zabreri, precisando tuttavia che, in mancanza di documentazione archivistica probante, la qualifica va intesa come riferimento ai modi dello stile Zabreri. Il valore del manufatto emerge dall’orlo del catino, dal fronte con la professione di fede e dall’estradosso, dove monogrammi IHS e blasoni araldici si alternano entro una struttura ordinata.

Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.

Località: Valmala (CN)

Chiesa: Parrocchiale di San Giovanni Battista

Datazione: 1461

Ambito: manufatto ricondotto ai modi dello stile Zabreri

Elementi principali: orlo del catino, fronte del catino, estradosso, professione di fede, Gaspare dei Signori di Piossasco, IHS, arma Piossasco, arma Saluzzo, arma dell’Ordine Gerosolimitano, stelo e piede anepigrafi.

Il fonte battesimale nella chiesa di San Giovanni Battista

Il fonte battesimale della Parrocchiale di San Giovanni Battista a Valmala si inserisce nella tradizione dei manufatti liturgici in pietra destinati al rito del Battesimo. La datazione al 1461 lo colloca nel Quattrocento piemontese, in un contesto nel quale iscrizioni, simboli religiosi, decorazioni vegetali e richiami araldici concorrono a definire il valore dell’opera.

Il manufatto assume particolare rilievo perché conserva più livelli di lettura: l’orlo del catino richiama un riferimento personale e cavalleresco, il fronte propone una professione di fede e l’estradosso combina monogrammi cristologici, blasoni e motivi vegetali. Per questa ragione il fonte di Valmala è importante non solo come oggetto liturgico, ma anche come documento della cultura figurativa e devozionale locale.

L’orlo del catino e il riferimento a Gaspare di Piossasco

La scheda esamina innanzitutto l’orlo del catino, dove compare il riferimento a Gaspare dei Signori di Piossasco e a un confratello nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Questo elemento introduce nel manufatto una memoria personale e araldico-cavalleresca, collegata a una delle famiglie presenti nell’area piemontese.

Il richiamo all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, poi Ordine Gerosolimitano, arricchisce la lettura del fonte perché accosta alla funzione battesimale un riferimento a un orizzonte religioso e cavalleresco più ampio, riconoscibile anche nella presenza dell’arma dell’Ordine sull’estradosso del catino.

Il riferimento a Gaspare dei Signori di Piossasco non va letto come semplice indicazione nominale: contribuisce a collegare il fonte alla memoria araldica del territorio e alla cultura religiosa del Quattrocento.

La professione di fede sul fronte del catino

Sul fronte del catino è leggibile una professione di fede che richiama il Credo, con il riferimento a Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, seguito dalla data 1461. Il testo epigrafico lega il manufatto alla funzione liturgica del Battesimo, nel quale la professione di fede occupa un ruolo essenziale.

L’iscrizione conserva alcune particolarità grafiche, tra cui le M finali di alcune parole rese con un segno abbreviativo. Questo dettaglio conferma l’interesse epigrafico del fonte e ne fa un documento utile per osservare forme, convenzioni e soluzioni grafiche della scrittura lapidea tardo-medievale.

IHS, blasoni e decorazione dell’estradosso

L’estradosso del catino è articolato in otto trapezoidi convessi impostati su archi anepigrafi. Sulle nervature compaiono foglie di Ilex aquifolium, mentre al centro dei trapezoidi si alternano quattro monogrammi IHS e quattro blasoni.

I blasoni identificati nella scheda comprendono l’arma Piossasco, l’arma Saluzzo, l’arma dell’Ordine Gerosolimitano e una seconda arma Saluzzo. La sequenza degli elementi, letta in senso antiorario a partire dal lato del Credo, unisce il valore cristologico del monogramma IHS alla memoria araldica e alla decorazione vegetale.

Stelo e piede risultano invece anepigrafi. L’attenzione si concentra quindi soprattutto sul catino, dove iscrizione, simboli religiosi, decorazione e araldica compongono il nucleo espressivo del manufatto.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri

Il fonte battesimale di Valmala è indicato nella scheda come fonte battesimale Zabreri. La stessa scheda precisa però che, in mancanza di documentazione archivistica probante, la qualifica «Zabreri» deve essere intesa come riferimento ai modi degli Zabreri, cioè ad affinità formali, decorative e compositive.

Il richiamo agli Zabreri consente di confrontare il fonte di Valmala con altri manufatti della raccolta, nei quali ricorrono iscrizioni, forme geometriche del catino, motivi vegetali, monogrammi religiosi e richiami araldici. In questo senso, il manufatto rientra nel più ampio percorso dedicato ai fonti battesimali Zabreri in Piemonte.

PDF, fotografie e scheda della chiesa

La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura delle iscrizioni e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette invece di osservare il manufatto nei suoi dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale di San Giovanni Battista.

Riepilogando

Il fonte battesimale di Valmala, conservato nella Parrocchiale di San Giovanni Battista e datato 1461, è un manufatto di grande interesse per la lettura delle iscrizioni, per il rapporto tra liturgia e professione di fede e per la presenza di un apparato araldico articolato.

L’orlo del catino richiama Gaspare dei Signori di Piossasco e un confratello nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, mentre il fronte conserva una professione di fede con riferimento a Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra. L’estradosso, con monogrammi IHS, foglie di Ilex aquifolium e blasoni, rafforza il valore simbolico e memoriale del manufatto.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri consente di inserire il fonte di Valmala in un più ampio percorso di confronto tra i fonti battesimali piemontesi, nei quali iscrizioni, simboli, araldica e funzione liturgica compongono un linguaggio sacro di particolare rilievo.