Il fonte battesimale della Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie

Il fonte battesimale di Lagnasco, conservato nella Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, è un manufatto con data non riconoscibile e di particolare interesse per la lettura delle iscrizioni, per la devozione mariana e per l’apparato simbolico-decorativo.

La scheda lo colloca tra i fonti battesimali riconducibili ai modi dello stile Zabreri, con la necessaria prudenza attributiva. Il manufatto appare frammentario e in parte condizionato dallo stato di conservazione, ma conserva elementi significativi sul fronte del catino, sull’estradosso e sull’ottagono dello stelo.

Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.

Località: Lagnasco (CN)

Chiesa: Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie

Datazione: data non riconoscibile

Ambito: manufatto ricondotto ai modi dello stile Zabreri

Elementi principali: iscrizione mariana frammentaria, catino parzialmente inglobato nel muro, motivi vegetali, arma Savoia, arma Taparelli d’Azeglio, immagini mariane, croce a tutto campo e residui di colore.

Il fonte battesimale nella chiesa di Santa Maria delle Grazie

Il fonte battesimale della Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie a Lagnasco si inserisce nel gruppo dei manufatti liturgici in pietra che la raccolta dedica ai battisteri e ai fonti battesimali del Piemonte. Pur privo di una data riconoscibile, il fonte conserva tracce importanti per comprenderne il valore devozionale e storico-artistico.

Il manufatto è oggi leggibile solo in parte: il catino risulta parzialmente inglobato nel muro di appoggio e alcune porzioni dell’iscrizione sono lacunose. Proprio questa condizione frammentaria rende particolarmente rilevante la lettura proposta nella scheda, che consente di riconoscere frammenti testuali, immagini, simboli e residui di colore.

L’iscrizione mariana sul fronte del catino

Sul fronte del catino compare un’iscrizione mariana oggi solo parzialmente leggibile. La scheda riconosce una citazione del motto dei Tapparelli d’Azeglio, Maria mater dei memento mei, in una sequenza che conserva frammenti testuali e segni isolati.

Sul lato sinistro del fronte, dove il manufatto esce dal muro, si nota inoltre la traccia di una X o di un segno seguito dal gruppo IS, interpretato come possibile lettura collegata a Christus Iesus. La lettura rimane prudente, ma conferma il carattere religioso e devozionale dell’apparato epigrafico.

La frammentarietà dell’iscrizione non riduce il valore del manufatto: al contrario, rende evidente il lavoro di lettura necessario per ricostruire il rapporto tra testo, devozione mariana e memoria araldica.

Estradosso, motivi vegetali e richiami araldici

L’estradosso del catino presenta trapezoidi convessi, letti in senso antiorario, nei quali si riconoscono motivi vegetali interpretati come talli di lichene, simbolo di attaccamento alla fede, e richiami araldici. Tra gli elementi indicati nella scheda compaiono l’arma Savoia e l’arma Taparelli.

In uno dei trapezoidi parzialmente visibili, in basso, sono presenti due piccole armi accoppiate; più in alto, a destra, si riconosce anche una scritta verticale e rovesciata di 90 gradi, forse relativa al recupero di una lacuna importante mediante materiali eterogenei.

Lo stelo: immagini mariane, croce e residui di colore

L’ottagono dello stelo presenta una prisma ottagonale a facce concave, delle quali risultano visibili quattro facce. La sequenza individuata nella scheda comprende un’immagine di Maria, una croce a tutto campo e un’altra probabile immagine mariana.

La presenza di evidenti residui di colore permette di immaginare un manufatto originariamente più ricco dal punto di vista visivo e devozionale, nel quale iscrizione, immagine e colore concorrevano a definire il valore liturgico del fonte.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri

Il fonte battesimale di Lagnasco è ricondotto ai modi dello stile Zabreri. Questa formula va intesa con prudenza: non come attribuzione assoluta, ma come indicazione di affinità formali, decorative e compositive con un linguaggio scultoreo diffuso nell’area piemontese e alpina tra tardo Medioevo e primo Rinascimento.

Il confronto con gli altri manufatti della raccolta consente di leggere il fonte di Lagnasco entro un più ampio percorso dedicato ai fonti battesimali Zabreri in Piemonte, nei quali iscrizioni, motivi vegetali, richiami araldici e funzione liturgica compongono un linguaggio sacro di particolare interesse.

PDF, fotografie e scheda della chiesa

La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura dell’iscrizione e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette di osservare il manufatto nei suoi dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie.

Riepilogando

Il fonte battesimale di Lagnasco, conservato nella Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, è un manufatto privo di data riconoscibile ma ricco di elementi utili alla lettura storico-artistica e devozionale.

L’iscrizione mariana frammentaria, i motivi vegetali dell’estradosso, i richiami araldici, le immagini mariane dello stelo, la croce a tutto campo e i residui di colore restituiscono un insieme complesso, nel quale valore liturgico e apparato simbolico-decorativo risultano strettamente intrecciati.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri consente di inserire il fonte di Lagnasco in un più ampio percorso di confronto tra i fonti battesimali piemontesi, pur mantenendo la necessaria prudenza attributiva indicata nella scheda.