Il fonte battesimale senza data nella Parrocchiale dei Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo

Il fonte battesimale di Envie, conservato nella Parrocchiale dei Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo e non databile allo stato attuale, è un manufatto di particolare interesse per la storia dell’arte sacra piemontese, per la liturgia battesimale e per la lettura delle iscrizioni medievali.

La scheda lo colloca tra i fonti battesimali riconducibili ai modi dello stile Zabreri, con la necessaria prudenza attributiva. Il valore del manufatto emerge dal fronte del catino, dove compaiono parole del Credo oggi solo parzialmente conservate, dall’estradosso con sigle dell’Ave Maria alternate all’arma sabauda e dal piede, decorato da foglie di Ilex aquifolium.

Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.

Località: Envie (CN)

Chiesa: Parrocchiale dei Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo

Datazione: senza data

Ambito: manufatto ricondotto ai modi dello stile Zabreri

Elementi principali: fronte del catino, estradosso e piede; parole del Credo, residui di colore dorato, sigle dell’Ave Maria, arma sabauda, otto trapezoidi convessi, otto trapezoidi concavi e foglie di Ilex aquifolium.

Il fonte battesimale nella Parrocchiale di Envie

Il fonte battesimale della Parrocchiale dei Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo a Envie si inserisce nella tradizione dei manufatti liturgici in pietra destinati al rito del Battesimo. Pur non essendo databile allo stato attuale, conserva un apparato epigrafico e decorativo che consente di leggerlo nel contesto della cultura figurativa e religiosa del tardo Medioevo piemontese.

Il manufatto assume particolare rilievo per la presenza di parole del Credo, di tracce di colore dorato, di sigle mariane e di richiami araldici sabaudi. Questi elementi collegano la funzione liturgica del fonte a un linguaggio figurativo nel quale iscrizione, simbolo e decorazione concorrono alla costruzione del significato.

Il fronte del catino e le parole del Credo

Sul fronte del catino compaiono parole del Credo, oggi conservate solo in parte. La scheda segnala che il lato portante il millesimo è occluso dal muro e che, allo stato attuale, il manufatto non è quindi databile con certezza attraverso l’iscrizione visibile.

L’iscrizione presenta diffusi residui di colore dorato e conserva una particolarità grafica nella M finale di omnipotentem, resa con segno abbreviativo. Anche nella sua frammentarietà, il testo mantiene un forte valore liturgico, perché collega il fonte battesimale alla professione di fede cristiana.

Nel fonte di Envie il Credo è leggibile solo parzialmente, ma resta un elemento essenziale per comprendere il rapporto tra parola iscritta, rito battesimale e memoria religiosa del manufatto.

L’estradosso: sigle mariane, arma sabauda e Ilex aquifolium

L’estradosso del catino è articolato in otto trapezoidi convessi, separati da foglie di Ilex aquifolium sulle nervature. Su archi anepigrafi compaiono le lettere A, M, G, P, interpretabili come richiami all’Ave Maria, in alternanza con l’arma sabauda.

La sequenza, descritta dalla scheda in senso antiorario a partire dal lato del Credo, mette in relazione devozione mariana, araldica dinastica e decorazione vegetale. L’alternanza tra lettere e stemmi costruisce un ritmo visivo ordinato, nel quale il significato religioso si intreccia con la memoria politica e territoriale.

Il piede: trapezoidi concavi e motivi vegetali

Il piede è composto da otto trapezoidi concavi, sui quali si dispongono foglie di Ilex aquifolium ogni due nervature. La decorazione vegetale contribuisce a dare continuità all’insieme, riprendendo un motivo già presente sull’estradosso del catino.

La struttura del piede rafforza l’equilibrio formale del manufatto: le partiture geometriche e i motivi vegetali accompagnano la funzione liturgica del fonte, completando l’apparato simbolico-decorativo documentato dalla scheda.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri

Il fonte battesimale di Envie è ricondotto ai modi dello stile Zabreri. Questa formula va intesa con prudenza: non come attribuzione assoluta, ma come indicazione di affinità formali, decorative ed epigrafiche con un linguaggio scultoreo diffuso nell’area piemontese e alpina tra tardo Medioevo e primo Rinascimento.

Il richiamo agli Zabreri permette di confrontare il fonte di Envie con altri manufatti della raccolta, nei quali ricorrono iscrizioni, forme geometriche del catino, apparati simbolici, sigle mariane, motivi araldici e attenzione alla funzione liturgica. In questo senso, il manufatto rientra nel più ampio percorso dedicato ai fonti battesimali Zabreri in Piemonte.

PDF, fotografie e scheda della chiesa

La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura delle iscrizioni e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette di osservare il manufatto nei dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale dei Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo.

Riepilogando

Il fonte battesimale di Envie, conservato nella Parrocchiale dei Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo e privo di data riconoscibile allo stato attuale, è un manufatto di grande interesse per la lettura del Credo, per i residui di colore dorato e per il rapporto tra devozione mariana e araldica sabauda.

Il fronte del catino conserva parole del Credo solo parzialmente leggibili, mentre l’estradosso presenta lettere dell’Ave Maria alternate all’arma sabauda e foglie di Ilex aquifolium. Il piede completa il manufatto con otto trapezoidi concavi e motivi vegetali disposti ogni due nervature.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri consente di inserire il fonte di Envie in un più ampio percorso di confronto tra i fonti battesimali piemontesi, nei quali iscrizioni, simboli, araldica e funzione liturgica compongono un linguaggio sacro di particolare rilievo.