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L’autodafé (dal portoghese auto da fé che significa “atto di fede”) fu una solenne cerimonia pubblica con cui le Inquisizioni spagnola e portoghese proclamavano le sentenze contro le persone ritenute eretiche al quale seguiva la condanna, inclusa l’esecuzione al rogo (ai religiosi è vietato lo spargimento di sangue).
Si svolgeva sulla pubblica piazza al cospetto delle autorità civili e religiose. Prevedeva la celebrazione di una Messa, preghiere varie, una pubblica processione ed infine la lettura della sentenza.
Gli eretici condannati a cui erano stati rasati i capelli, venivano trascinati sulla pubblica piazza a colpi di frustate, vestiti con sacchi con in capo berretti da somaro. Il condannato che non mostrava segni di pentimento veniva arso vivo. A chi si presentava spontaneamente e si dichiarava pentito venivano inflitte pene minori come l’esilio, la prigione, la pubblica fustigazione. Le condanne a morte venivano eseguite dalle autorità civili (braccio secolare) in base alla sentenza dell’Inquisizione. Questa barbara ed ignobile pratica, così lontana dallo spirito di Gesù, fu inaugurata dal temutissimo inquisitore Tomàs de Torquemada nel 1481 a Siviglia e fu mantenuta fino al XVIII secolo.
L’ inquisizione fu un’istituzione fondata dalla Chiesa Cattolica per indagare, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ ortodossia cattolica ed in seguito anche la “stregoneria”. Nacque formalmente tra il 1231 e il 1233 con il Papa Gregorio IX che istituì tribunali permanenti affidati ai frati predicatori (domenicani e francescani) mediante gli atti del Concilio di Tolosa.
Fu attiva in Lombardia, in Romagna e nella Marca Trevigiana. In Spagna fu richiesta dai sovrani Ferdinando e Isabella ed estesa a tutti i loro possedimenti, compresa la Sicilia, ma non a Napoli, per la feroce opposizione del popolo.
In Spagna l’ultimo autodafé risale al 1781 e in Messico al 1850.
L’inquisizione in Sicilia (unita dinasticamente alla Spagna e governata da un viceré) secondo lo storico Francesco Renda nel suo libro “L’Inquisizione in Sicilia” tra il 1501 e il 1748 eseguì complessivamente 114 autodafé.
Autodafé si svolsero anche in Messico, in Brasile, in Perù, in Portogallo e nella colonia portoghese di Goa. |
Scheda curata da Giancarla Rosso
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