erano considerati “vanità” gli oggetti potenzialmente peccaminosi come specchi, cosmetici, abiti lussuosi e perfino strumenti musicali.
Le “vanità” inclusero anche libri ritenuti immorali, manoscritti contenenti canzoni “profane”, dipinti, alcuni addirittura appartenenti alla mitologia classica.
I moralisti di fine ‘400 come il frate domenicano Gerolamo Savonarola sequestrarono e bruciarono pubblicamente in Firenze migliaia di oggetti durante le festa del martedì grasso, dopo la cacciata dei Medici dalla città.