Duomo o Cattedrale o Basilica di Sant'Evasio - Casale Monferrato (AL)

Vale la gita - Merita una deviazione - Interessante - Segnalata


  Notizie generali: complessa costruzione di struttura romanico-lombarda in laterizi alternati a conci di tufo. Conserva parte della chiesa consacrata nel 1106 da Papa Pasquale II, danneggiata da un incendio nel 1215, in parte rifatta a partire dal 1218 con sovrapposizioni gotiche. Nel 1857 la salvò dalla demolizione, caldeggiata da Alessandro Antonelli, l'intervento di Luigi Canina; attualmente si presenta secondo il restauro, in buona parte arbitrario, compiuto da Edoardo Arborio Mella nel 1861. La facciata a capanna, rifatta in parte sul modello dell'antica, è spartita da pilastri in 5 campi; vi si aprono tre portali e la animano monofore, trifore, quadrifore e una cornice di coronamento ad archetti pensili. Il fianco sinistro appartiene interamente al restauro ottocentesco. Una torre sorgeva dove è l'attuale tiburio, crollata nel 1544. Il chiostro fu demolito nell''800 per far posto alla via.


LOGISTICA

  Come arrivare: in via Sant'Evasio.

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  Nord, Est: 45.136872, 8.4521418

  Itinerario 'Casale e Monferrato' - 4ª visita

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DESCRIZIONE di Sant'Evasio

  Da vedere: architettura; scultura; campanile;

  Periodo prevalente: 12º secolo.

  Esterno: la facciata è completamente rifatta, i due campanili che la fiancheggiano presentano ancora parti originali: quello di sinistra fino all'altezza della galleria; quello di destra fino all'altezza del loggiato. Il fianco destro, visibile per un brevissimo tratto, dal cortile della casa al numero 25 di via Sant'Evasio, conserva parti della costruzione originaria: la galleria che circonda l'abside e la base del tiburio che regge la cupola seicentesca.

  Interno: uno stretto vestibolo precede un grandioso e singolare nartece o atrio coperto da una ardita volta, capolavoro di statica, su archi incrociati. La volta del nartece non ha paragoni nell'arte romanica italiana e richiama le chiese armene o la moschea di Cordoba. La struttura è realizzata mediante due archi trasversali e due longitudinali a tutto sesto, che si incrociano formando nove riquadri rettangolari coperti da volte a crociera semplice o costolonata e a botte. In alto, su tre lati, corre una galleria aperta da bifore e trifore. La parete verso la chiesa conserva di originale solo la bifora all'estrema sinistra. Nel nartece sono conservate alcune sculture originali: girali, festoni, fogliami, figure umane e di animali. Sugli archi della galleria del lato sinistro si trovano scene di lotta fra animali (un cavallo che viene colpito da un altro, un cervo che lotta con un cane) e simboliche (un girasole fra due pavoni e due colombi). Per alcuni gradini si scende alle cinque strette ed alte navate, in gran parte rifatte, divise da pilastri cruciformi, non tutti originali, che reggono archi a pieno centro, con presbiterio sopraelevato, sotto cui era la cripta chiusa nell''800, e cupola ottagonale. Intorno al presbiterio gira un deambulatorio alle cui pareti sono murate sculture romaniche e gotiche e inoltre quattro riquadri, lotta tra due cavalieri, Giona ingoiato dalla balena, duello tra guerrieri, Abramo lotta contro i quattro re cananei, e sei tondi con varie rappresentazioni simboliche, avanzi di un mosaico pavimentale probabilmente della seconda metà del XII secolo, appartenuto alla costruzione primitiva; i mosaici sono stati distaccati nel 1860 dal Mella : delle 15 figurazioni ritrovate che il Mella disegnò prima di passare al distacco cinque sono andate perdute; le figure rappresentano mostri mitologici come quello delle sette teste e umani come Antipode ed il pigmeo; interessante la rappresentazione del pescatore interpretabili come l'offerta votiva alla chiesa di Sant'Evasio sulla quale figura la scritta "Quale larca desan vax". Da osservare all'interno i matronei con le antiche decorazioni e i capitelli; il crocifisso che pende dalla navata centrale alto 4,78 metri e largo 1,81 dorato e argentato con incastonate pietre preziose e colorate. Dal 1979 la mensa dell'altare è un'arca funeraria del XII secolo in pietra tufacea. L'ambone è un cippo romanico che anticamente era posto all'esterno della chiesa e aveva lo scopo di reggere un vassoio con il cibo per i pellegrini.

  Campanile: probabilmente è anteriore alla chiesa, come dimostrato dalla muratura più grezza rispetto alla chiesa; nei due ordini inferiori romanico, ordini che si presentano divisi in due specchiature mediante una lesena. I fregi marcapiano sono composti da archetti pensili. Gli ordini intermedi sono gotici. Superiormente è ottocentesco.

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APPROFONDIMENTI


  I Santi titolari:

•  122-EVASIO-VESCOVO.htm


  Sitografia:

•  http://archeocarta.org/casale-monferrato-al-duomo-di-san-evasio/  - Verificato il 31/12/2017

•  https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Casale_Monferrato  - Verificato il 31/12/2017

•  http://www.cittaecattedrali.it/it/bces/46-cattedrale-di-sant-evasio  - Verificato il 31/12/2017

  Descritta:

Copertina  a pagina 139 della 'Guida Rossa del Piemonte' del TCI Edizione 1976;

Copertina  a pagina 291 di 'Piemonte' Edizione TCI - La Biblioteca di Repubblica 2005;

Copertina  a pagina 2105 di 'Il Piemonte paese per paese' Ed. Bonechi.

  Bibliografia:

Copertina Architettura romanica
Copertina Italia Romanica: il Piemonte, la Val d'Aosta, la Liguria

  Referenze fotografiche:

• Campanili  - Marco Actis Grosso - 2015

• Campanile sinistro  - Marco Actis Grosso - 2015

• Campanile particolare  - Marco Actis Grosso - 2015

• Nartece  - Marco Actis Grosso - 2015

• Nartece  - Marco Actis Grosso - 2015

• Nartece  - Marco Actis Grosso - 2015

• Nartece  - Marco Actis Grosso - 2015

• Nartece - Capitelli  - Marco Actis Grosso - 2015

• Nartece - Capitelli  - Marco Actis Grosso - 2015

• Nartece - Capitelli  - Marco Actis Grosso - 2015

• Crocefisso  - Marco Actis Grosso - 2015

• Pianta  - Italia Romanica - Il Piemonte - Jaca Book Pag. 135

  Aggiornamento del 30/06/2017

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