Il fonte battesimale di Savigliano-Levaldigi, conservato nella Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Levaldigi, frazione di Savigliano, è un manufatto di linee neoclassiche datato al XV secolo e di particolare interesse per la lettura delle iscrizioni e per il significato liturgico del rito battesimale.
La scheda lo distingue dai fonti battesimali attribuiti agli Zabreri o riconducibili ai modi dello stile Zabreri, presentandolo come manufatto di altra scuola. Il valore del fonte emerge soprattutto dall’iscrizione tratta dal Vangelo di Marco, dalla sobria articolazione dell’estradosso e dallo stelo formato da quattro colonne ioniche abbinate.
Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.
Il fonte battesimale della Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Levaldigi si inserisce nel percorso dedicato ai manufatti liturgici in pietra conservati nelle chiese storiche del Piemonte. La sua datazione al XV secolo lo colloca in un orizzonte cronologico vicino a molti altri fonti della raccolta, ma la scheda ne sottolinea una diversa appartenenza stilistica.
Il manufatto si presenta con un linguaggio sobrio, ordinato e misurato. La sua importanza non risiede in un apparato simbolico particolarmente complesso, ma nel rapporto tra iscrizione, forma del catino, decorazione essenziale e funzione liturgica del Battesimo.
L’elemento più significativo del fonte battesimale di Levaldigi è l’iscrizione posta sul fronte del catino. Il testo riprende il versetto del Vangelo di Marco: Qui crediderit, et baptizatus fuerit, salvus erit, cioè “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo”.
La scelta del passo evangelico collega direttamente il manufatto alla teologia del Battesimo, richiamando la fede, il rito sacramentale e la salvezza. L’iscrizione rende quindi esplicito il significato spirituale del fonte e ne orienta la lettura in senso pienamente liturgico.
Il richiamo al Vangelo di Marco conferisce al manufatto una forte chiarezza catechetica: il fonte non è soltanto oggetto liturgico, ma anche supporto visibile della parola evangelica legata al Battesimo.
L’estradosso del catino è articolato in otto trapezoidi concavi. La scheda segnala l’alternanza tra quattro trapezoidi anepigrafi e quattro trapezoidi decorati, ciascuno dei quali presenta tre motivi a strigili affiancati.
Il motivo dello strigile, qui assunto in funzione decorativa e simbolica, richiama anche il tema della purificazione, coerente con la funzione battesimale del manufatto. Lo stelo, privo di iscrizioni, è formato da quattro colonne ioniche abbinate, che conferiscono al fonte una struttura ordinata, sobria e riconoscibile.
La scheda precisa che, nel caso di Levaldigi, il fonte battesimale è da considerare un manufatto di altra scuola. Questa distinzione è importante perché consente di confrontarlo con i fonti battesimali attribuiti agli Zabreri o ricondotti ai modi dello stile Zabreri, evidenziando affinità di funzione ma differenze di linguaggio formale e decorativo.
Nel più ampio percorso sui fonti battesimali Zabreri in Piemonte, il caso di Levaldigi svolge quindi un ruolo utile di confronto: permette di osservare come manufatti coevi possano condividere la destinazione liturgica, pur appartenendo a tradizioni stilistiche differenti.
La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura dell’iscrizione e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette invece di osservare il manufatto nel suo contesto, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nella Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Levaldigi.
Il fonte battesimale di Savigliano-Levaldigi, conservato nella Parrocchiale di Santa Maria Assunta e datato al XV secolo, è un manufatto di linee neoclassiche di particolare interesse per la presenza dell’iscrizione evangelica sul fronte del catino.
Il testo tratto dal Vangelo di Marco richiama il legame tra fede, Battesimo e salvezza. L’estradosso, con trapezoidi concavi e motivi a strigili, e lo stelo con quattro colonne ioniche abbinate completano una struttura sobria, ordinata e coerente con la funzione liturgica.
La scheda distingue il fonte di Levaldigi dai manufatti riconducibili ai modi dello stile Zabreri, considerandolo un esempio di altra scuola e rendendolo utile come termine di confronto all’interno della più ampia raccolta sui fonti battesimali piemontesi.