Il fonte battesimale del 1485 nella Parrocchiale di Sant’Ambrogio

Il fonte battesimale di Cuneo Sant’Ambrogio, conservato nella Parrocchiale di Sant’Ambrogio e datato 1485, è un manufatto di particolare interesse per la storia dell’arte sacra piemontese, per la liturgia battesimale e per la lettura degli apparati epigrafici e simbolici scolpiti.

La scheda lo colloca tra i fonti battesimali riconducibili ai modi dello stile Zabreri, con la necessaria prudenza attributiva. Il valore del manufatto emerge dal fronte del catino con una formula del Credo, dall’estradosso con monogrammi IHS e armi gentilizie, dallo stelo con sigle dell’Ave Maria, croce astile e IHS, e dal piede anepigrafo.

Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.

Località: Cuneo (CN)

Chiesa: Parrocchiale di Sant’Ambrogio

Datazione: 1485

Ambito: manufatto ricondotto ai modi dello stile Zabreri

Elementi principali: fronte del catino con formula del Credo, estradosso con otto trapezoidi convessi, monogrammi IHS e armi gentilizie, foglie di agrifoglio sulle nervature, stelo con sigle dell’Ave Maria, croce astile e IHS, piede anepigrafo.

Il fonte battesimale nella chiesa di Sant’Ambrogio a Cuneo

Il fonte battesimale della Parrocchiale di Sant’Ambrogio a Cuneo si inserisce nella tradizione dei manufatti liturgici in pietra destinati al rito del Battesimo. La datazione al 1485 lo colloca nel tardo Quattrocento piemontese, in un contesto nel quale iscrizione, simboli religiosi, araldica e decorazione vegetale concorrono a definire il valore dell’opera.

Il manufatto è oggi adattato o trasformato in fontanella o sorgente di vita perpetua. Questa condizione non annulla il suo interesse storico-artistico: il fonte conserva infatti una buona integrità complessiva e mantiene leggibili gli elementi principali del suo apparato epigrafico e decorativo.

Il fronte del catino e la formula del Credo

La scheda esamina innanzitutto il fronte del catino, dove compare una formula del Credo con riferimento a Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, e con la datazione al 1485. Il testo conserva l’impianto di una professione di fede scolpita, coerente con la funzione battesimale del manufatto.

La nota epigrafica segnala che le M finali di INDEUM e di O(M)N(I)POTE(N)T(E)M sono rese con uno specifico segno grafico. Questo dettaglio conferma l’interesse paleografico della scheda e mostra come la lettura delle iscrizioni sia parte essenziale della comprensione del fonte.

L’iscrizione del Credo non ha solo valore ornamentale: lega direttamente il manufatto alla professione di fede e al significato sacramentale del Battesimo.

Estradosso, monogrammi IHS e armi gentilizie

L’estradosso del catino è articolato in otto trapezoidi convessi impostati su archi anepigrafi, che formano un calice floreale posato su un anello tortile. Le nervature sono decorate con foglie di agrifoglio, secondo una partitura che unisce struttura geometrica e motivo vegetale.

Nella campitura dell’estradosso si alternano monogrammi IHS e armi gentilizie. La scheda segnala anche la presenza di un’arma erasa, elemento che aggiunge interesse alla lettura storica del manufatto e lascia aperta la possibilità di ulteriori approfondimenti sulla committenza o sulle trasformazioni subite nel tempo.

L’alternanza tra monogrammi IHS e armi gentilizie mette in relazione devozione cristologica, memoria araldica e identità territoriale.

Lo stelo: Ave Maria, croce astile e IHS

Sull’ottagono dello stelo compaiono le sigle dell’Ave Maria, una crux hastilis e il monogramma IHS. La presenza di questi elementi conferma la ricchezza del programma simbolico del fonte, nel quale il riferimento mariano e quello cristologico convivono entro una struttura ordinata e leggibile.

Le sigle, la croce astile e il monogramma non vanno intesi come elementi isolati, ma come parte di un linguaggio decorativo e devozionale coerente. La pietra scolpita diventa così supporto di segni religiosi capaci di accompagnare visivamente il significato del rito battesimale.

Piede, trasformazioni e stato del manufatto

Il piede, posto sotto un anello tortile, risulta anepigrafo. Rispetto alle parti superiori, questa sezione del manufatto presenta un carattere più sobrio, ma contribuisce all’equilibrio formale complessivo del fonte.

La nota della scheda ricorda che il manufatto appare attualmente adattato o trasformato in fontanella o sorgente di vita perpetua. Conserva una buona integrità, ma mostra un’alterazione o incrostazione nerastra nella zona rivolta verso il muro del sacello. La scheda auspica un recupero e una messa in valore dell’opera, estendendo l’attenzione anche al patrimonio dei fonti romanico-gotici del Piemonte occidentale.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri

Il fonte battesimale di Cuneo Sant’Ambrogio è ricondotto ai modi dello stile Zabreri. Questa formula va intesa con prudenza: non come attribuzione assoluta, ma come indicazione di affinità formali, decorative e compositive con un linguaggio scultoreo diffuso nell’area piemontese e alpina tra tardo Medioevo e primo Rinascimento.

Il richiamo agli Zabreri permette di confrontare il fonte di Sant’Ambrogio con altri manufatti della raccolta, nei quali ricorrono iscrizioni, monogrammi cristologici, sigle mariane, richiami araldici, motivi vegetali e attenzione alla funzione liturgica. In questo senso, il manufatto rientra nel più ampio percorso dedicato ai fonti battesimali Zabreri in Piemonte.

PDF, fotografie e scheda della chiesa

La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura delle iscrizioni e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette invece di osservare il manufatto nei suoi dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale di Sant’Ambrogio.

Riepilogando

Il fonte battesimale di Cuneo Sant’Ambrogio, conservato nella Parrocchiale di Sant’Ambrogio e datato 1485, è un manufatto di grande interesse per la lettura delle iscrizioni, per l’apparato decorativo e per il rapporto tra funzione liturgica, devozione e memoria araldica.

Il fronte del catino conserva una formula del Credo con data 1485; l’estradosso presenta otto trapezoidi convessi su archi anepigrafi, foglie di agrifoglio sulle nervature, monogrammi IHS e armi gentilizie. Lo stelo reca sigle dell’Ave Maria, croce astile e IHS, mentre il piede risulta anepigrafo.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri consente di inserire il fonte di Sant’Ambrogio in un più ampio percorso di confronto tra i fonti battesimali piemontesi, nei quali iscrizioni, simboli, araldica e funzione liturgica compongono un linguaggio sacro di particolare rilievo.