Il fonte battesimale di Casteldelfino, conservato nella Parrocchiale di Santa Margherita e datato 1483, è un manufatto di particolare interesse per la storia dell’arte sacra dell’area alpina, per la liturgia battesimale e per la lettura delle iscrizioni medievali.
La scheda lo colloca tra i fonti battesimali riconducibili ai modi dello stile Zabreri, con la necessaria prudenza attributiva. Il valore del manufatto emerge dal fronte del catino, con iscrizione complessa e riferimenti al Credo, alla data 1483, alla corona di Francia, al blasone del Delfinato e al monogramma IHS, e prosegue nell’estradosso, nello stelo e nel piede, dove motivi vegetali e blasoni richiamano il contesto storico del Delfinato.
Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.
Il fonte battesimale della Parrocchiale di Santa Margherita a Casteldelfino si inserisce nella tradizione dei manufatti liturgici in pietra destinati al rito del Battesimo. La datazione al 1483 lo colloca nel tardo Quattrocento alpino, in un territorio segnato da rapporti politici, culturali e figurativi con l’area del Delfinato.
Il manufatto assume particolare rilievo per la complessità dell’apparato iscritto e araldico. La scheda permette di leggere il fonte come oggetto liturgico, documento epigrafico e testimonianza materiale di una cultura figurativa nella quale fede, memoria territoriale e linguaggio simbolico si intrecciano.
Sul fronte del catino compare una complessa iscrizione letta in senso antiorario. La scheda ne collega la sequenza al Credo, alla data 1483, alla corona gigliata di Francia, al blasone del Delfinato e al monogramma IHS, componendo un insieme di particolare valore epigrafico e araldico.
La nota della scheda segnala alcune difficoltà di lettura dovute alla posizione del testo, alla presenza di cartigli, a fratture e a porzioni oggi non interamente visibili. La lettura proposta consente comunque di riconoscere una datazione completa del manufatto, espressa attraverso il riferimento all’anno del Signore 1483 e al mese di ottobre.
Nel fonte di Casteldelfino il testo iscritto non ha solo valore decorativo: permette di collegare il manufatto alla liturgia, alla cronologia e al contesto politico-simbolico dell’area alpina e del Delfinato.
L’estradosso del catino è articolato in otto trapezoidi convessi delimitati da foglie di cardo sulle nervature. La scheda segnala la presenza del blasone del Delfinato in corrispondenza della corona di Francia sul fronte del catino e della lettera C sull’ottagono dello stelo.
Il rapporto tra partitura geometrica, motivi vegetali e richiami araldici contribuisce a definire il carattere del manufatto: un fonte battesimale nel quale la decorazione non è accessoria, ma parte integrante della lettura storica e simbolica dell’opera.
Sull’ottagono dello stelo compare una formula del Credo, con la sequenza Credo in Deum. La scheda segnala inoltre che la lettera M è resa con un segno abbreviativo, confermando l’interesse paleografico del manufatto.
Il piede è composto da otto trapezoidi concavi, con alternanza di simboli vegetali e blasoni che richiamano il Delfinato. La lettura cita, tra gli elementi, Lilium bulbiferum, corona di Francia su doppio lys, cipresso, tronchi di lys e lys, in una sequenza che rafforza il legame tra il fonte e l’orizzonte araldico-territoriale del manufatto.
Il fonte battesimale di Casteldelfino è ricondotto ai modi dello stile Zabreri. Questa formula va intesa con prudenza: non come attribuzione assoluta, ma come indicazione di affinità formali, decorative ed epigrafiche con un linguaggio scultoreo diffuso nell’area piemontese e alpina tra tardo Medioevo e primo Rinascimento.
Il richiamo agli Zabreri permette di confrontare il fonte di Casteldelfino con altri manufatti della raccolta, nei quali ricorrono iscrizioni, forme geometriche del catino, apparati simbolici, motivi araldici e attenzione alla funzione liturgica. In questo senso, il manufatto rientra nel più ampio percorso dedicato ai fonti battesimali Zabreri in Piemonte.
La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura delle iscrizioni e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette di osservare il manufatto nei dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale di Santa Margherita.
Il fonte battesimale di Casteldelfino, conservato nella Parrocchiale di Santa Margherita e datato 1483, è un manufatto di grande interesse per la lettura delle iscrizioni, per il rapporto con il Credo e per la presenza di richiami araldici legati alla Francia e al Delfinato.
Il fronte del catino conserva una sequenza complessa con corona di Francia, data, blasone del Delfinato e monogramma IHS. L’estradosso presenta trapezoidi convessi delimitati da foglie di cardo, mentre stelo e piede aggiungono ulteriori elementi epigrafici, vegetali e araldici.
Il riferimento ai modi dello stile Zabreri consente di inserire il fonte di Casteldelfino in un più ampio percorso di confronto tra i fonti battesimali piemontesi, nei quali iscrizioni, simboli, araldica e funzione liturgica compongono un linguaggio sacro di particolare rilievo.