Il fonte battesimale del 1450 nella Parrocchiale di Sant'Andrea

Il fonte battesimale di Brossasco, conservato nella Parrocchiale di Sant'Andrea e datato 1450, è un manufatto di particolare interesse per la storia dell’arte sacra piemontese, per la liturgia battesimale e per la lettura delle iscrizioni medievali.

La scheda lo colloca tra i fonti battesimali riconducibili ai modi dello stile Zabreri, con la necessaria prudenza attributiva. Il valore del manufatto emerge dall’orlo e dal fronte del catino, dove compaiono formule dell’Ave Maria e del Credo, dall’estradosso con monogrammi IHS e arma Saluzzo, e dallo stelo, dove le sigle mariane si alternano a caratteri gotici intrecciati e al nodo di Salomone.

Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.

Località: Brossasco (CN)

Chiesa: Parrocchiale di Sant'Andrea

Datazione: 1450

Ambito: manufatto ricondotto ai modi dello stile Zabreri

Elementi principali: orlo del catino, fronte del catino, estradosso e ottagono dello stelo; Ave Maria, Credo, IHS, arma Saluzzo, caratteri gotici intrecciati e nodo di Salomone.

Il fonte battesimale nella chiesa di Sant'Andrea

Il fonte battesimale della Parrocchiale di Sant'Andrea a Brossasco si inserisce nella tradizione dei manufatti liturgici in pietra destinati al rito del Battesimo. La datazione al 1450 lo colloca nel pieno del Quattrocento piemontese, in un contesto nel quale iscrizione, simboli religiosi, richiami araldici e decorazione scolpita concorrono a definire il valore del manufatto.

La scheda evidenzia un insieme di particolare rilievo epigrafico, paleografico e decorativo. Il fonte non è soltanto un elemento funzionale alla liturgia, ma anche un documento visibile della cultura religiosa e figurativa del territorio, nel quale parola iscritta e apparato simbolico dialogano strettamente.

L’orlo del catino e la formula dell’Ave Maria

Sull’orlo del catino compare una sequenza riferibile all’Ave Maria, con il richiamo alla grazia, alla presenza del Signore e alla benedizione. La lettura dell’iscrizione consente di cogliere il legame tra il fonte battesimale e la devozione mariana, molto presente nella cultura religiosa del tardo Medioevo.

La presenza della data 1450 contribuisce a collocare il manufatto in un orizzonte cronologico preciso, mentre la continuità della scrittura sull’orlo rafforza il valore epigrafico dell’insieme.

Nel fonte di Brossasco la parola iscritta non svolge solo una funzione decorativa: richiama formule di fede e devozione, rendendo il manufatto un segno liturgico e teologico.

Il fronte del catino: Credo, caratteri gotici e lettura paleografica

Il fronte del catino conserva una complessa formula del Credo, con riferimento a Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, al Figlio unigenito e alla Passione. La scheda dedica particolare attenzione alla lettura del testo, evidenziando anomalie, abbreviazioni e tratti paleografici che rendono il manufatto di notevole interesse.

I caratteri gotici e le particolarità grafiche dell’iscrizione mostrano come il fonte battesimale sia anche un documento epigrafico. La presenza di ripetizioni e forme testuali non lineari conferma la complessità della lettura e la necessità di un’analisi attenta del testo conservato sulla pietra.

Estradosso, IHS, arma Saluzzo e nodo di Salomone

L’estradosso del catino presenta foglie di Ilex aquifolium su archi anepigrafi che delimitano otto trapezoidi convessi. In corrispondenza di alcuni settori compaiono il monogramma IHS e l’arma Saluzzo, elementi che introducono nel manufatto un forte valore cristologico e araldico.

Sull’ottagono dello stelo sono presenti le sigle dell’Ave Maria, in alternanza con AVE in caratteri gotici intrecciati. Dopo la lettera P compare un nodo di Salomone, motivo simbolico di particolare interesse, che arricchisce ulteriormente il programma decorativo e conferma la complessità del linguaggio figurativo del fonte.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri

Il fonte battesimale di Brossasco è ricondotto ai modi dello stile Zabreri. Questa formula va intesa con prudenza: non come attribuzione assoluta, ma come indicazione di affinità formali, decorative ed epigrafiche con un linguaggio scultoreo diffuso nell’area piemontese e alpina tra tardo Medioevo e primo Rinascimento.

Il richiamo agli Zabreri permette di confrontare il fonte di Brossasco con altri manufatti della raccolta, nei quali ricorrono iscrizioni, forme geometriche del catino, apparati simbolici, monogrammi cristologici, sigle mariane, motivi araldici e attenzione alla funzione liturgica. In questo senso, il manufatto rientra nel più ampio percorso dedicato ai fonti battesimali Zabreri in Piemonte.

PDF, fotografie e scheda della chiesa

La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura delle iscrizioni e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette di osservare il manufatto nei dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale di Sant'Andrea.

Riepilogando

Il fonte battesimale di Brossasco, conservato nella Parrocchiale di Sant'Andrea e datato 1450, è un manufatto di grande interesse per la lettura delle iscrizioni, per il rapporto tra liturgia battesimale, devozione mariana e professione di fede.

L’orlo e il fronte del catino conservano formule dell’Ave Maria e del Credo, mentre l’estradosso e lo stelo presentano monogrammi IHS, arma Saluzzo, sigle mariane, caratteri gotici intrecciati e nodo di Salomone.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri consente di inserire il fonte di Brossasco in un più ampio percorso di confronto tra i fonti battesimali piemontesi, nei quali iscrizioni, simboli, araldica e funzione liturgica compongono un linguaggio sacro di particolare rilievo.