Il fonte battesimale del 1491 nella Parrocchiale della Natività di Maria Santissima

Il fonte battesimale di Aisone, conservato nella Parrocchiale della Natività di Maria Santissima e datato 1491, è un manufatto di particolare interesse per la storia dell’arte sacra piemontese, per la liturgia battesimale e per la lettura degli apparati decorativi scolpiti.

La scheda lo colloca tra i fonti battesimali riconducibili ai modi dello stile Zabreri, con la necessaria prudenza attributiva. Il valore del manufatto emerge dall’organizzazione del catino, dall’estradosso con armi di Savoia e foglie di Ilex aquifolium, e dalla vera circolare dello stelo, sulla quale corre un’iscrizione continua con la data 1491.

Questa pagina sintetizza i principali elementi della scheda PDF, rimandando alla documentazione completa, alle fotografie del fonte e alla scheda della chiesa.

Località: Aisone (CN)

Chiesa: Parrocchiale della Natività di Maria Santissima

Datazione: 1491

Ambito: manufatto ricondotto ai modi dello stile Zabreri

Elementi principali: fronte del catino anepigrafo, estradosso con armi di Savoia e foglie di Ilex aquifolium, iscrizione continua sulla vera circolare dello stelo, piede anepigrafo su plinto ottagonale.

Il fonte battesimale nella chiesa di Aisone

Il fonte battesimale della Parrocchiale della Natività di Maria Santissima ad Aisone si inserisce nella tradizione dei manufatti liturgici in pietra destinati al rito del Battesimo. La datazione al 1491 lo colloca nella fase tarda del Quattrocento piemontese, in un contesto nel quale scultura sacra, iscrizione e decorazione simbolica concorrono a definire il valore religioso dell’opera.

Il manufatto assume rilievo perché unisce una struttura complessivamente sobria a un apparato decorativo selezionato e riconoscibile. Il fronte del catino è concavo e anepigrafo, mentre le parti superiori e lo stelo concentrano gli elementi più significativi della lettura storico-artistica.

Catino, estradosso e armi di Savoia

La scheda evidenzia il fronte del catino, descritto come concavo e anepigrafo, e l’estradosso, articolato in otto trapezoidi convessi. Sulle nervature si alternano armi di Savoia e foglie di Ilex aquifolium, secondo una scansione decorativa che unisce ordine formale, memoria araldica e riferimento vegetale.

La presenza delle armi sabaude permette di collocare il fonte entro un orizzonte territoriale e politico riconoscibile, mentre le foglie di Ilex aquifolium rafforzano la componente ornamentale e simbolica del manufatto. La decorazione non appare quindi accessoria, ma parte integrante della costruzione visiva del fonte battesimale.

L’alternanza tra armi di Savoia e foglie di Ilex aquifolium costituisce uno degli elementi più caratterizzanti del fonte di Aisone e ne qualifica la lettura in rapporto alla scultura liturgica piemontese del tardo Quattrocento.

L’iscrizione sulla vera circolare dello stelo

Un elemento centrale della scheda è la vera circolare dello stelo, sulla quale compare un’iscrizione continua. Il testo, disposto senza soluzione di continuità, include la datazione al 1491 e contribuisce a rendere il manufatto un documento epigrafico oltre che liturgico.

La presenza dell’iscrizione, associata alla data e agli elementi decorativi dell’estradosso, consente di leggere il fonte battesimale come testimonianza materiale di una precisa fase storica della comunità. La parola scolpita diventa così parte della funzione memoriale dell’opera.

Piede, plinto e struttura del manufatto

Il piede è descritto nella scheda come circolare, concavo e anepigrafo, impostato su un plinto ottagonale. Questa parte del manufatto mantiene un carattere più sobrio rispetto all’estradosso e allo stelo, ma contribuisce all’equilibrio complessivo della struttura.

L’insieme formato da catino, stelo, piede e plinto mostra un’organizzazione coerente: le parti prive di iscrizioni dialogano con quelle decorate e iscritte, generando un manufatto in cui funzione liturgica, ordine architettonico e apparato simbolico si integrano.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri

Il fonte battesimale di Aisone è ricondotto ai modi dello stile Zabreri. Questa formula va intesa con prudenza: non come attribuzione assoluta, ma come indicazione di affinità formali, decorative e compositive con un linguaggio scultoreo diffuso nell’area piemontese e alpina tra tardo Medioevo e primo Rinascimento.

Il richiamo agli Zabreri permette di confrontare il fonte di Aisone con altri manufatti della raccolta, nei quali ricorrono elementi come iscrizioni, forme geometriche del catino, motivi vegetali, richiami araldici e attenzione alla funzione liturgica. In questo senso, il manufatto rientra nel più ampio percorso dedicato ai fonti battesimali Zabreri in Piemonte.

PDF, fotografie e scheda della chiesa

La scheda completa di Mario M. Falchi approfondisce la lettura delle iscrizioni e dei principali elementi simbolici del fonte battesimale. La documentazione fotografica permette invece di osservare il manufatto nei suoi dettagli, mentre la scheda della chiesa consente di collocarlo nel contesto architettonico e religioso della Parrocchiale della Natività di Maria Santissima.

Riepilogando

Il fonte battesimale di Aisone, conservato nella Parrocchiale della Natività di Maria Santissima e datato 1491, è un manufatto di grande interesse per la lettura delle iscrizioni, per l’apparato decorativo e per il rapporto tra funzione liturgica e memoria territoriale.

Il fronte del catino è concavo e anepigrafo, mentre l’estradosso presenta otto trapezoidi convessi con alternanza di armi di Savoia e foglie di Ilex aquifolium. Sulla vera circolare dello stelo corre un’iscrizione continua con la data 1491; il piede, circolare e anepigrafo, poggia su un plinto ottagonale.

Il riferimento ai modi dello stile Zabreri consente di inserire il fonte di Aisone in un più ampio percorso di confronto tra i fonti battesimali piemontesi, nei quali iscrizioni, simboli, araldica e funzione liturgica compongono un linguaggio sacro di particolare rilievo.