CHIESA DI SAN FIORENZO - BASTIA MONDOVÌ

LOGISTICA

Icona Come arrivare: fuori dell'abitato, nei pressi del cimitero, lungo la vecchia via per Niella Tanaro, sulla sinistra.

Icona Itinerario Itinerario 12.2 Cuneo 'Val Tanaro' - 19ª visita Manina Link

Icona Dintorni Altre Chiese nei Dintorni Manina Link

Icona Note logistiche: Chiavi presso municipio (p.zza IV novembre - tel. 0174-60112) o presso sig. Marco Berra, Via Pio Forzano 2 - Tel. 0174-60204

DESCRIZIONE

Icona Da vedere Da vedere: architettura; pittura;

Icona periodo Periodo prevalente: 15º secolo.

Icona Notizie generali: edificata nei secoli XI e XII, ampliata nel XV in cui venne costruita la grande navata gotica e trasformata in presbiterio la cappella precedente con affreschi del '300 tuttora affioranti. Nel 1472 su committenza di Bonifacio della Torre, venne affrescato tutto l'interno, il ciclo di affreschi occupa una superfice di 326 metri quadrati. Dalla cappella sinistra del presbiterio si accede a una cappella baroccheggiante ove si dice siano conservate le spoglie di San Fiorenzo, come testimoniato da una lapide che reca inciso "D.o.m. hac iacent in hara osa d. flor. m. ex leg. teb."

Icona Interno: coperto di affreschi del genere tardo gotico di derivazione provenzale, probabilmente dovuti a più mani. Gli affreschi, esclusi quelli del presbiterio, sono suddivisi in 51 quadri incorniciati spesso da bellissime grottesche e rappresentano gli episodi principali del nuovo testamento della vita di San Fiorenzo, della vita di Sant'Antonio Abate. Alla parete d'ingresso 7 riquadri narrano scene della vita di Maria e di Gesù, traendo spunto anche dai vangeli apocrifi, inoltre u riquadro raffigura San Lazzaro e uno una nobildonna. Alla parete destra in 12 scomparti storie di Sant'Antonio datate 1472 forse assegnabili a Giovanni Mazzucco (notizie intorno al 1451), con, nell'ultimo riquadro, la scritta in caratteri gotici "hoc upus fecit fieri facius turrinus" che data il ciclo di affreschi "1427, 27 giugno, quest'opera fece fare Bonifacio della Torre. Seguono i vizi e le virtù (di evidente influenza di Giacomo Jaquerio); la raffigurazione del Paradiso o Gerusalemme celeste vede, accanto alla Vergine incoronata, accolte le anime di quanti compiono sulla terra le prescritte sette opere di misericordia e perseguono la strada della virtù; la cavalcata dei vizi con l'inferno rappresentata dal drago infernale che inghiotte le anime dei dannati in un mondo dominato da torture e dolore; da notare, tra gli altri gli avvocatores e i procuratores condannati dalla gente di Bastia alla dannazione eterna. Seguono le storie di San Fiorenzo, in 9 riquadri, raffigurato come martire della legione Tebea ed evangelizzatore. Sulla parete di sinistra in 21 (o 22?) riquadri si narra la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. Ai lati dell'arco santo a destra la Vergine annunziata e San Francesco d'Assisi, a sinistra San Domenico, nel sottarco Santa Chiara, Santa Caterina e San Giovanni Battista. Nel presbiterio alla parete di destra San Giorgi che uccide il drago; sulla parete di fondo San Sebastiano, Madonna col Bambino, i Santi Fiorenzo e Martino, San Michele con San Bartolomeo e Crocifissione; tutti affreschi del primo 1300. Sulla volta Cristo benedicente e i quattro Evangelisti.

Foto

APPROFONDIMENTI

Icona descrizione Descritta:

Copertina  a pagina 238 della 'Guida Rossa del Piemonte' del TCI Edizione 1976;

Copertina  a pagina 1165 di 'Il Piemonte paese per paese' Ed. Bonechi.

Icona Aggiornamento del non rilevata sul campo, censita in base alla bibliografia.

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