BASILICA DI SAN MICHELE - OLEGGIO

LOGISTICA

Icona Come arrivare: all'interno del cimitero, a 1,2 km a Ovest lungo la strada verso Momo, attraversando la ferrovia poco oltre la stazione e volgendo a destra, quindi al termine di una discesa.

Icona Itinerario Itinerario 4.1 Novara '' - 7ª visita Manina Link

Icona Dintorni Altre Chiese nei Dintorni Manina Link

DESCRIZIONE

Icona Da vedere Da vedere: architettura; pittura; cripta;

Icona periodo Periodo prevalente: 10º secolo.

    Icona periodo Chiesa "Orientata"

Icona Notizie generali: costruzione protoromanica, di ambito ottoniano, dei secoli X-XI; nella zona absidale ovali della prima metà del '700. Citata sin dal X secolo, parrocchiale almeno sino al 1347, abbandonata verso l'inizio del '500 con conseguente progressivo degrado, rischiò l'abbattimento nel 1882, restaurata nel 1923-28 e per la parte pittorica nel 1980.

Icona Esterno: facciata dal profilo a salienti interrotti, orientata, asimmetrica, in ciotoli a corsi orizzontali, scandita da sottili lesene raccordate da archetti pensili, rovinata nel suo insieme dall'apertura di una finestra in corrispondenza della navata sud, finestra che si apriva verso l'ossario costruito nel 1710 e demolito nel '900, accanto alla finestra affresco datato 1630 raffigurnate scene della peste. La facciata che si presenta non perpendicolare alle pareti, è caratterizzata dall'assenza di aperture se si esclude una finestrella a croce, in centro in alto ed il portale posto in posizione asimmetrica verso sinistra. Le cornici di archetti pensili che coronano ogni specchiatura non seguono il profilo del tetto ma hanno un andamento orizzontale. Nella muratura sia della facciata che del resto della struttura sono presenti molti materiali di reimpiego tra cui tegoloni romani e, nall'angolo sud-ovest un frammento di stele funeraria romana. Sui fianchi la muratura presenta le stessecaratteristiche della facciata con ciottoli disposti su corsi orizzontali e lesene che scendono fino a terra e che scandiscono i fianchi sia delle navate laterali che della navata centrale. Su entrambe è presente un coronamento di archetti pensili a gruppi di tre o quattro e su tutte e due si apre un portale secondario. Le tre absidi, scandite da lesene, si presentano indipendenti le une dalle altre. Le due minori sono coronate da archetti pensili a raggruppati a tre per volta. Su tutte e tre si aprono monofore, alcune tamponate, ad arco a doppia stromabtura e in alto, sul frontone della navata centrale si apre una finestrella a croce, come in facciata.

Icona Interno: a tre navate concluse da absidi semicircolari con presbiterio sopraelevato e cripta sottostante; la navata centrale è suddivisa dalle navatelle tramite pilastri a sezione rettangolare raccordati da arconi semicircolari; sotto due degli arconi a sud affiorano i resti di muratura in ciottoli, residui di un edificio più piccolo dell'attuale; a nord della scala di accesso al presbiterio si trovano le basi di un ambone. Affreschi di epoche diverse dal X al XIII secolo si trovano sulle pareti interne: sulla controfacciata un Giudizio universale secondo l'usuale iconografia medioevale, suddiviso in tre registri attorno alla figura del cristo giudice con sottostante fascia ove sono rappresentati i Padri della Chiesa e sotto ancora un finto velario. Il Cristo è andato in gran parte perduto per l'apertura di una finestra rettangolare, ora chiusa. A fianco del Cristo, superiormente, Angeli e Santi con Maria. Inferiormente gli evangelisti a gruppi di sei; ancora sotto dignitari, ecclesiatici e monaci. Al di sopra della scena una fascia a greca, raffigurata prospetticamente. Ai fianchi del portale i beati, a sinistra, di cui restano, entro una struttura architettonica di arcate gialle e rosse, tre patriarchi rappresentati frontalmente con barba e capelli bianchi, reggenti in braccio tre piccole figure maschili. A destra dovevano esserci i dannati, ormai scomparsi. Sulla parete sud della navata centrale, appena entrati a destra, il ritorvamento o traslazione di un Santo, scena ambientata in un paesaggio urbano che ingloba la monofora. In basso a destra si nota la figura di un pavone, simbolo dell'immortalità. Sulla parete nord resti di un affresco raffigurante il busto di una donna aureolata, Secondo Nomei Gabrielli la Vergine Addolorata. Nell'abside maggiore tracce di affreschi di varie epoche e nall'abside meridionale Cristo con sotto i Diaconi dal volto e le mani verdastri, colore di fondo di molti dipinti medioevali secondo le indicazioni del monaco Teofilo. Degli affreschi dell'abside maggiore raffiguranti la "maiestas Domini", restano la mano di Gesù, frammenti raffiguranti un arcangelo che regge un'asta e due teste di angeli, con una tonalità rossa dominante. Al di sotto un affresco ormai praticamente illeggibile, raffigurante due gruppi di cavalieri che si inseguono; in uno dei due gruppi è raffigurata una donna, di cui si intravede il manto rosso che incorniciava il viso, con un bambino stretto al petto. Uno dei sette cavalieri inseguiti è raffigurato mentre cade a terra colpito dalla lancia degli inseguitori. Il tema dell'affresco è difficilmente identificabile, forse si tratta della scena raffigurante un episodio del 1119 in cui la contessa di Biandrate, alla testa delle truppe novaresi e vercellesi, con il figlio Guido in braccio, combatte le truppe comasche. A sinistra frammenti di affreschi di varie epoche tra cui, medioevali, una testa rivolta verso il cnetro dell'abside e i contorni di due animali di difficile identificazione, forse due buoi o un cavallo e un bue. Dall'altro lato un santo vestito di una tunica bianca e un manto rosato che indica con la destra il libro che regge con la sinistra. Scomparse altre figure che si leggevano sullo zoccolo rasoterra. Le pitture databili per lo più all'XI secolo risentono acora dell'influenza ottoniana con influssi bizantini. Sopra l'altar maggiore si trova una crocifissione con Maria, San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo datata 1587, inoltre arme nobiliari nella navata ,maggiore databili XIV secolo, resurrezione del cristo di fine '400 - inizio '500 del pittore novarese Franceschino Cagnola ( ) e sul primo pilastro entrando a destra San Michele Arcangelo del pittore oleggese Johannes Maria de Rumo attivo verso la metà del '500.

Icona Cripta: del tipo ad oratorio, vi si accede dalle navate laterali, analogamente a Santa giustina di Sezzadio, e presenta una pianta a tre navate divise in quattro campate da sei colonne prive di base e capitello. Sei colonne sono a sezione ottagonale, in cotto; due a sezione rettangolare, monolitiche. La copertura è a volte a crocieracon imposta bassa e nervature a spigolo. Alle pareti i pilastrini, su cui poggiano le volte, creano una serie di nicchie. tre finestrelle ad arco a doppio strombo si aprono nella parte curva dell'abside, mentre due monofore a spalle rette si aprono verso la navata.

OLEGGIO - BASILICA DI SAN MICHELE-Pianta Basilica OLEGGIO - BASILICA DI SAN MICHELE-Pianta Cripta
OLEGGIO - BASILICA DI  SAN MICHELE-Pianta Basilica
Pianta Basilica
OLEGGIO - BASILICA DI  SAN MICHELE-Pianta Cripta
Pianta Cripta
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APPROFONDIMENTI

Icona descrizione Descritta:

Copertina  a pagina 650 della 'Guida Rossa del Piemonte' del TCI Edizione 1976;

Copertina  a pagina 5180 di 'Il Piemonte paese per paese' Ed. Bonechi.

Icona Bibliografia Bibliografia:

Copertina Repertorio delle cose d'arte del Piemonte: le pitture romaniche Vol. IManina Link
Copertina Italia Romanica: il Piemonte, la Val d'Aosta, la LiguriaManina Link

Icona Fotografia Referenze fotografiche:

• Pianta BasilicaManina Link -

• Pianta CriptaManina Link -

Icona Aggiornamento del non rilevata sul campo, censita in base alla bibliografia.

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